Il controllo del traffico aereo USA verso la privatizzazione

La proposta di bilancio dell'amministrazione Trump mette in discussione la trasmissione delle funzioni di controllo del traffico aereo dalla FAA a un ente privato.

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Controllo del traffico aereo sulla portaerei USS Enterprise (1998)
Foto: Department of Defence; Petty Officer 2nd Class Michael W. Pendergrass, U.S. Navy.

Washington, USA – La Casa Bianca ha reso pubblica nei giorni scorsi la propria proposta di bilancio per l’anno fiscale 2018: fra le novità introdotte dalla nuova amministrazione spicca l’intenzione di trasmettere la responsabilità del controllo del traffico aereo dalla Federal Aviation Administration (FAA) a un ente privato senza fine di lucro sostenuto economicamente e gestito dall’utenza stessa del sistema.

Le reazioni delle linee aeree alla proposta di riorganizzazione sono state prevalentemente positive: tutte le major americane a eccezione di Delta hanno espresso soddisfazione. Le linee aeree regional e l’universo dell’aviazione generale hanno invece espresso contrarietà alla proposta: la loro preoccupazione è di finire in posizione subalterna all’interno di un sistema autofinanziato dal settore che le major potrebbero dominare economicamente e forgiare in funzione delle proprie esigenze a discapito dei soggetti minori.

La privatizzazione del sistema potrebbe accelerare l’avanzamento infrastrutturale del sistema di controllo del traffico aereo americano che affronta la sfida del rinnovamento e del passaggio alla tecnologia satellitare NextGen. Essendo un ente pubblico, la FAA dipende da finanziamenti decisi annualmente dal Congresso con la manovra di bilancio e fatica dunque a programmare un piano pluriennale di investimenti infrastrutturali.

La privatizzazione del controllo del traffico aereo era già stata discussa alla Camera bassa del Congresso nel 2015: un rapporto commissionato dal presidente (repubblicano) della Commissione Trasporti aveva dato risalto agli svantaggi del modello americano rispetto a quelli tedesco, britannico, francese e canadese (tutti più o meno privatizzati). All’epoca la proposta di legge promossa dai repubblicani finì con un nulla di fatto – stavolta, con la pressione della Casa Bianca a favore della privatizzazione, è verosimile che l’iniziativa abbia successo.

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