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Discussione: [TR] Moai e vicuņas.

  1. #26

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Parte V - Santiago/Antofagasta/San Pedro de Atacama

    La sveglia suona, come dicono da queste parti, a silly o'clock. Saliamo sul complice bus che ci riporta al Merino Benitez. L'aeroporto č tutt'ora un cantiere e tale rimarrā fino a fine 2020, per cui capannone dei voli nazionali sarā. Prima di tutto, uno sguardo all'area check-in, che avrebbe bisogno di una rinfrescata.


    Arriviamo al gate e, dopo poco, inizia il boarding. A differenza del volo long-haul, imbarcato per file, qui si imbarca per colonne. Prima i fortunelli in posto finestrino, poi i mentecatti col middle seat, infine quelli corridoio. Come potete vedere sono nella colonna dei mentecatti. Passo il tempo a domandarmi quanti threads di lamentela verrebbero aperti su Flyertalk qualora BA facesse qualcosa del genere. Intorno a noi sono quasi tutti uomini; alcuni vestiti in completo, quasi tutti gli altri con addosso almeno un logo di una qualche compagnia mineraria. Turisti, solo noi.


    L'aereo del giorno č un 321 in configurazione All-Y, una latrina davanti e due dietro. Stranamente, a differenza del volo per IPC, qui costa pure cambiare il posto durante l'online check-in. Essendo braccini andiamo con ciō che passa il convento, ossia due sedili in fondo, fila 38. L'aereo credo abbia configurazione massima possibile per un 321, ma senza galley Spaceflex. Prevedo dolore.





    E infatti dolori sono.





    Ora, non lo dico per aziendalismo, ma io nei sedili SH BA entro. Sul 319, sul 320, sul 321. CEO, CEO con spaceflex, NEO. Anche quelli che hanno i sedili Recaro nuovi stile easyJet. Su questo, no. Proprio sono incollato e, bontā sua, la brava donna davanti a me fa ciō che fanno tutti quelli che si siedono davanti a me, ossia reclinare il sedile. E il tizio di fianco a me, che come sempre č un ex pallanuotista croato che non ha ridotto le calorie dopo la fine dell'attivitā agonistica, fa un Anschluss del bracciolo. Segue una breve lotta e ci accordiamo da gentiluomini, una spartizione della Polonia che lascia entrambi soddisfatti. Si parte.

    Il servizio a bordo č tutto Buy on Board, prezzi decenti e, alla fine, per un'ora e mezza di volo si puō anche non bere o mangiare.


    La mattina č grigia, grigia come erano le mattine di novembre in Corso Peschiera. Passiamo di nuovo l'area tecnica ed ecco, finalmente, gli aerei AA e quello Orbis.


    Il volo corre lungo la costa, che come a Rapa Nui č travagliata e marosa:


    L'atterraggio ad Antofagasta č una buona cartolina da visita della cittā. Non me ne vogliano gli Antofagasteņos se ci leggono, ma quella cittā č una latrina. Se mi dicessero "Scegli: Dushanbe o Antofagasta" sarei giā pronto per il Tajikistan. Una cittā nel deserto, avvolta in una nebbia semiperenne, fatta di sabbia polvere e spazzatura, un'autostrada come promenade vista mare, allietata da lampioni su cui stanno appollaiati decine e decine di avvoltoi enormi. Un quartiere di bidonville grosso q.b. che ospita i nuovi arrivati da paesi disgraziati tipo Venezuela, attirati dalla prosperitā e stabilitā del Cile. Pubblicitā di mezzi minerari e basta.


    E allora, mi direte voi, considerando che San Pedro ha un aeroporto a meno di 100 km di distanza, che sono andato a fare ad Antofagasta? La risposta č che, ancora una volta, son biellese e braccino. E siccome son biellese e braccino, noto fatti come questo: AVIS chiede x, a Calama, per una scornacchiatissima Hyundai iQualcosa, una specie di testicolo su ruote. La stessa AVIS chiede x - 200 (e quei 200, badate, sono in GBP, non Pesos cileni) per questo:


    Cinque metri di lamieraccia made in Nissan, 2.3 diesel con maschissima trasmissione manuale, 4 ruote motrici, marce ridotte e bollino di approvazione del Mullah Omar nel cruscotto "Ci stanno cinque dei miei nel cassone e anche quattro RPG!" dice il guercio. Aggiungiamoci che il catalogo di bolli, graffi, sbreghi e tagli fa pensare a un'attitudine tutt'altro che zelante da parte di AVIS nei confronti dei danni. E, siccome io ho sempre voluto guidare un auto da talebano, la risposta alla domanda "Ma che ci vai a fare ad Antofagasta?" č presto data.

    A presto, spero nel weekend, dove le viste saranno cosė.

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  2. #27
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    AVIS chiede x, a Calama, per una scornacchiatissima Hyundai iQualcosa, una specie di testicolo su ruote.
    Qui sono morto e ma la rivendo all'occasione giusta

    OT, finora, cacao meravigliao.

    Quel 321 č davvero peggio dei vostri 319 nelle file dei super barbon?

    DaV
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  3. #28

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Che sparkling! Pure i TR dalla First ora
    bello, come sempre

  4. #29

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Ricordo vagamente quel numero di Topolino. Rapa Nui aggiunta alla list a di must see.

    Sent from my H8314 using Tapatalk
    Fa quel che puō. Quel che non puō, non fa.

  5. #30

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da I-DAVE Visualizza il messaggio
    Qui sono morto e ma la rivendo all'occasione giusta

    OT, finora, cacao meravigliao.

    Quel 321 č davvero peggio dei vostri 319 nelle file dei super barbon?

    DaV
    Davero davero, fidete. Sul 319 barbon riesco a piegare le ginocchia, su quello no.

    Quote Originariamente inviato da maclover Visualizza il messaggio
    Che sparkling! Pure i TR dalla First ora
    bello, come sempre
    Taac, grazie mac!

    Quote Originariamente inviato da kenadams Visualizza il messaggio
    Ricordo vagamente quel numero di Topolino. Rapa Nui aggiunta alla list a di must see.

    Sent from my H8314 using Tapatalk
    Bravo, fai bene!
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  6. #31
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Capisco che vivere in UK in questo periodo equivale a vivere in un mondo parallelo, ma venire a Santiago senza farsi vivo?!

    Detto cio', a me sto mito dell'Isola di Pasqua mi pare davvero overrated. Se non fosse a portata di mano (diciamo...) manco ci andrei... comunque me la tengo come ultima cosa del Paese da vedere prima di partire. Pero' in effetti molti ne tornano raccontando meraviglie. Chissā.

    Aspetto Atacama! (Antofagasta-Atacama in macchina, sei un eroe!)
    London Heathrow is a state of mind

  7. #32

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Stupende tutte le foto, l'ultima credo sia super, ma de gustibus. Cerca di passare in Bolivia per il Salar de Uyuni visto che sei "vicino". Un saluto

  8. #33

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da BGW Visualizza il messaggio
    Capisco che vivere in UK in questo periodo equivale a vivere in un mondo parallelo, ma venire a Santiago senza farsi vivo?!

    Detto cio', a me sto mito dell'Isola di Pasqua mi pare davvero overrated. Se non fosse a portata di mano (diciamo...) manco ci andrei... comunque me la tengo come ultima cosa del Paese da vedere prima di partire. Pero' in effetti molti ne tornano raccontando meraviglie. Chissā.

    Aspetto Atacama! (Antofagasta-Atacama in macchina, sei un eroe!)
    Umilerrime scuse Console! C'ho pensato a romperti i cabbasisi, ma considerando che a Santiago avevamo in tutto un lunedi pomeriggio, e una notte tra le 22 e le 5 di mattina, ho pensato che non valesse nemmeno la pena.

    Come dicevo, Rapa Nui sulla carta non ha molto, ma a me č rimasta proprio nel cuore. Fare Anto-Atacama non č stato malaccio, il ritorno... un po' diverso.

    Quote Originariamente inviato da JmLa Visualizza il messaggio
    Stupende tutte le foto, l'ultima credo sia super, ma de gustibus. Cerca di passare in Bolivia per il Salar de Uyuni visto che sei "vicino". Un saluto
    Grazie! Purtroppo niente Bolivia, l'auto - espressamente dettoci da AVIS, non era da portare in Bolivia... e comunque arrivare a Uyuni prendeva un bel po' di km.
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  9. #34
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Complimenti per aver reso meno cupa l'idea che ho sempre avuto dell'isola di Pasqua (pių volte valutata ma sempre scartata a favore di altro).

    Con il tuo racconto coinvolgente ed emozionante, con le foto interessanti mi hai "quasi" convinto a riprenderla in considerazione.

    Grazie

  10. #35

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Parte VI. Atacama

    Dove eravamo rimasti? Ah si, Antofagasta.

    La partenza č facile, con una guidata di circa 4 ore per arrivare a San Pedro via Calama. Il panorama si fa degno di un quadro di Salvador Dalė tra cittā abbandonate (Pampa Uniķn contava 30.000 abitanti e un centinaio di bordelli), treni merci infiniti e traffico composto da camion, camion e pick-up rossi come il nostro. Sorpasso un filotto di tre camion carichi di acido solforico e mi rendo conto, con una punta di invidia, che il nostro pick-up, per quanto dotato di roll-bar, integrale e ridotte, non ha la radio con antenna piegata nel vano di carico, luce extra montata sul montante del roll-bar e i tacchi da piazzare quando ci si parcheggia in discesa. La tentazione di tornare ad Antofagasta e far volare i tavoli č forte; ma ho l'attenzione di Homer Simpson e la visione di un campo di pale eoliche, per di pių made in ENEL, mi fa dimenticare tutto.


    L'approccio finale a San Pedro passa attraverso la Cordillera de la Sal. Se non fosse che la ricezione 4G funziona a "bolla" solo intorno ai paesi, e pure le reti radio smettono di trasmettere cumbia 40 km dopo i limiti urbani, questa č una zona in cui mettere "The Ecstasy of Gold" a ripetizione continua. I saliscendi della strada - perfetta, va detto - sono invitanti, il panorama č marziano tra montagne e costoni rossicci bordati di sale, e all'improvviso ci si trova dinanzi alla Valle de la Luna (piccolo appunto: fate attenzione a parcheggiare, il salto č lungo e non particolarmente segnalato).





    Di San Pedro in sé non ho molto da dire, se non che č un incubo guidarci. Il comune, pare per preservarne l'aspetto storico, non ha mai asfaltato le strade. Il risultato č che si avanza ai 10 all'ora su tratturi da gara di Enduro, mangiando polvere e augurandosi di non metter sotto nessuno - cani, astanti, turisti cretini. L'unica stazione di servizio nell'intero deserto di Atacama č all'interno del pueblo, e si raggiunge prendendo una via piena di negozi e altre cose pro-turistame, Toconao. Poi si gira nel cortile di un albergo, si prosegue lungo una specie di passaggio secondario, si trova la pompa, si fa benza, si ritorna da dove si č venuti e si gira a sinistra per allontanarsi dalla zona pedonale. il tutto con curve a 90 gradi di raggio impossibile per un pick-up, con fossati nascosti e, ovviamente, cani randagi. Ho fatto benzina due volte, lė, ed entrambe le volte alle 7 di mattina, quando in giro c'eravamo io e due quadrupedi, e giā in quel momento gli zooteologismi si sprecavano.

    Detto questo, e considerando che un giretto in cittā causerā forzosamente silicosi polmonari, abbiamo limitato i nostri giri in cittā al minimo indispensabile. Avevamo fatto scorta di viveri in un Walmart/Lider ad Antofagasta, inclusa abbondantissima acqua, e l'hostal in cui stavamo (Montepardo) forniva il resto.





    Dico anche dell'altro problema di queste zone, cosė me ne libero subito e non ne parliamo pių. Č il drive-thru-tourism. Mi spiego meglio: non siamo stati chissā che trekkers in questa vacanza, ma qualcosina abbiamo fatto. La Valle della Luna, almeno dalla duna in poi, ce la siamo fatta appiedi, una decina di km tra andata e ritorno. Il periplo delle lagune Miscanti e Miņiques, pure. La zona di Monjes de la Pacana, idem con patate. Non cosė gli altri. Tour, auto private, tutti sono arrivati fin sotto alle attrazioni in auto. Sono scesi, foto, selfie, grida di rito, e sono risaliti. Per me, abituato come sono al silenzio in montagna, č stato difficile vedere una turba dopo l'altra di brasiliani urlanti scendere dai bus, fare foto e selfie gridando, e altrettanto rumorosamente ritornarsene a bordo, in una fretta tale che nemmeno hanno visto le vigogne che giravano lė vicino. Un concetto di montagna, di natura, completamente snaturato. Fossi stato su uno di quei tour sarei andato di testa.

    Levato questo sasso dalla scarpa, continuiamo. Dicevo della Valle de la Luna.
















    Continua!
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  11. #36
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Senza parole. Paesaggi sublimi.

    Mi unisco ai tuoi zooteologismi sui danni che il turismo irresponsabile sta causando.

    DaV
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  12. #37
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Wow! Foto fantastiche

    In un posto del genere il turismo 'mordi e fuggi' mi scatenerebbe in una serie di zooteologismi in molte lingue e dialetti!

  13. #38

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Parte VIbis - Atacama

    Quando viaggiamo, 8200 mi dice cosa vorrebbe fare/vedere e io penso all'organizzazione. 'Stabbotta il compito č facile e difficile allo stesso tempo: moai (fatto), vulcani (facile), fenicotteri. Ecco, quest'ultimi sono pių difficili; č maggio, e questi maledetti sono giā emigrati altrove. Ciononostante ci troviamo a fare fuoristrada verso la laguna Cejar, dove si puō fare il bagno e, in tempi migliori, vedere i fenicotteri.

    La vista č comunque splendida, eh, col vulcano Licancabur in primo piano.


    Intorno alle lagune ci sono capanni come questo, in cui piazzarsi per osservare i pennuti senza dar loro fastidio. Fuori stagione servono per far ombra ai piemontesi.


    Il sole tramonta, la luce si fa mielata, i turisti se ne vanno con l'eccezione di un gruppo di donne cilene che sono assolutamente estasiate dinanzi alla prospettiva di galleggiare sulle acque come il Nazareno. Ridiamo come dementi al sentirle, erano davvero simpatiche.


    Nel bel mezzo di un cambio di lenti... eccolo. Il fenicottero arriva con un atterraggio da A380; percepisce lo starnazzamento delle signore, non lo giudica di suo gradimento e aridecolla. Il meglio che posso fare č questo:


    Poco male, ci sono dei ritardatari. Li troveremo. Godiamoci il tramonto nel frattempo.



    Il giorno dopo rizompiamo in auto alla volta della Laguna Chaxa. La strada per la laguna č una B-road subito dopo Toconao, a sud di San Pedro. Com'č nello stile delle B-roads in questa zona qui diventa tutto un sentiero per muli dopo cinque minuti. Parlando di muli, asini e animali da soma:


    La strada, nel frattempo, da tratturo diventa una soffice pista in costruzione, ammorbidita da un misto di sale, umiditā e sabbia. Sembra di essere in un video degl'Imarhan, col pick-up che corre nel Teneré, nuvoloni di polvere e ignoranza a livelli epici, se non fosse che appena dietro di me c'č il camion di movimento terra pių grosso del mondo. Dai retrovisori vedo la griglia del radiatore e le lettere M - A - C - K. Facciamo gli 80 su sterrato, col sottoscritto che, quando arriviamo al punto in cui tutto il traffico viene bloccato per far passare i mezzi di costruzione, prova a chiedere in spagnolo "Scusino, qualcuno ha un paio di brache pulite?".

    La vista dalle lagune, perō, ripaga di tutto.


    Questo č il salar de Atacama. Meno spettacolare di Uyuni ma non meno salato e ricco di litio. Elon Musk ringrazia.


    Il cielo č terso, la temperatura gradevole ma il sole, per citare di nuovo Guareschi, picchia martellate in testa. Parlando di martellate sull'encefalo, che sia un miraggio?


    No! Sono proprio loro, i dannati pennuti.











    Questi protogamberetti sono il motivo della loro presenza qui. La laguna ne č francamente piena, in vere e proprie nuvole che i nostri, coi loro becchi, filtrano dall'acqua salmastra. I gamberetti contengono carotene che, a sua volta, colora di rosso le loro piume.


    Si fa il momento di lasciare Chaxa e di andare vero la prossima mčta. Ma č anche il momento di spezzare il post.

    Continua!

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  14. #39

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Parte VIter - Atacama

    Per un TR intitolato "Moai e vicuņas" mi rendo conto di non aver messo alcuna vigogna. Anzi, proprio non ho messo un camelide che sia uno. Rettifichiamo subito prima che Dancrane mi banni:


    "sono dei llama, cretino!"

    Vero, domando scusa. Le vigogne sono pių difficili da trovare. Bisogna andare in una zona ben oltre Socaire, ridente paesello che andrebbe gemellato con Murghab, Tajikistan, a 3600 metri. Qui le comunicazioni non sono facili:


    Ma la vista... boia faus, la vista. Qui, tra l'altro, non c'č praticamente nessuno. Siamo a 4000 metri oramai.







    Qui le cose si fanno meno piacevoli. Saliamo su uno sterrato da trazione integrale in compagnia di altri 4x4 guidati da gente con ancor meno capacitā di me, targati Belo Horizonte e Curitiba, pių un paio di Peugeot 208 dell'Hertz di Calama. Mi chiedono, e obbedisco, di spingerne una in avanti in un turbinio di polvere e, come ringraziamento, mi urlano di non rovinargli il paraurti. Arriviamo all'ingresso del parco Miscanti e decido di averne abbastanza. Parcheggiamo il pick-up e andiamo a piedi. I 4400 metri si fan sentire, ma siamo praticamente da soli sui sentieri.




    Si ma io v'avevo promesso vigogne, e qui non ce ne sono.

    Eccole, eccole:




    Concludo questo OT con un giro su su, verso la triplice frontiera cileno-boliv-argentina, ai Monjes de la Pacana e al Salar de Tara. La strada č epica, con camion enormi, targati Argentina, che arrancano con carichi pantagruelici. Si prendono 2000 metri di altitudine in meno di 50 km, e in discesa č un suicidio per i freni.

    Qualcuno s'č fatto male [cit].


    Perō che vista.






    Arriviamo ai Monjes de la Pacana. Dei monoliti plasmati da sabbia e vento.










    Una vigogna č sorpresa quanto noi di trovarci lė. Jatevenn' afangul sembra dirci, e noi obbediamo. Rivedecci signō.


    Cominciamo la discesa, che č veramente assassina. Freno solo in punti strategici e solo per scendere a 80 all'ora in curva, o ai 60 in caso di tornante, ma devo comunque fermarmi una volta per far raffreddare i freni, la cui puzza č ovunque. La strada č intelligentemente costellata di corsie d'emergenza, tutte con la ghiaia sottile solcata nel profondo da camion i cui freni non devono aver retto.

    Per qualcuno, purtroppo, non č bastato. Chioschetti del genere, spesso abbelliti con lucine e persino panche, sono ovunque sulla strada.


    Il mio bisonte, invece, non ha dato problemi. 1500 km dopo, lo riporterō ad Antofagasta impolverato ma altrimenti intonso. Ma quello deve ancora venire, continua!

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  15. #40

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Che spettacolo, grazie!

    Condivido le tue osservazioni sul "drive-thru-tourism" e certi personaggi e atteggiamenti. E' quasi una mancanza di rispetto, e gente cosė rischia di rovinare l'atmosfera dei posti. Sembra che lo scopo del loro "viaggio" (forse č anche sbagliato chiamare Viaggio quello che fanno) sia fare un selfie
    Mi dispiace anche per l'episodio con i miei compaesani di Belo Horizonte... non siamo tutti cosė

  16. #41

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da Jambock Visualizza il messaggio
    Che spettacolo, grazie!

    Condivido le tue osservazioni sul "drive-thru-tourism" e certi personaggi e atteggiamenti. E' quasi una mancanza di rispetto, e gente cosė rischia di rovinare l'atmosfera dei posti. Sembra che lo scopo del loro "viaggio" (forse č anche sbagliato chiamare Viaggio quello che fanno) sia fare un selfie
    Mi dispiace anche per l'episodio con i miei compaesani di Belo Horizonte... non siamo tutti cosė
    Ma figurati Jambock, č di sicuro l'influenza italiana! Io adoro il Brasile, e se i brasiliani fossero silenziosi come alpinisti norvegesi non sarebbe pių Brasile.
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  17. #42
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Ma che spettacolo. Paesaggi pazzeschi raccontati e fotografati in maniera perfetta.

  18. #43
    Moderatore L'avatar di Dancrane
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    M’inkia che bello frā! Per i fenicotteri, metti in cantiere un uichend da me e signora: ti porto a Macchiareddu o Molentargius e ne riparliamo! Cosė mi redimi anche l’insensibile di Rapa Nui...

  19. #44

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    che spettacolo!!!

  20. #45

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Che bello rivedere quei posti! Anzi in alcuni casi vederli per la prima volta, perchč io al Salar de Atacama ed alle Lagune non sono stato. Un po' per evitare quello che dicevi te un po' perchč successivamente sarei andato ad Uyuni.
    Sul turismo mordi e fuggi credo che a San Pedro (o come la chimavano loro San Paolo, vista la quantitā di brasiliani!), nonostante sia ovviamente una stazione turistica, ci sia ancora spazio per evitare le resse. Soprattutto se hai la macchina che ti da accesso a posti molto poco frequentati. Sta anche a chi ci va di scegliere le situazioni giuste.
    Io ad esempio non avendo la macchina potevo muovermi solo con i tour, per cui ho deciso di evitare le destinazioni pių richieste ed andare al Salar de Tara, dove ho travato 3 pulmini ed un paio di macchine. Tutto sommato accettabile. Vicino a San Pedro ci sono posti tipo la Quebrada del Diablo e la Valle della Luna dove sono andato in mountain bike, ed in quest'ultima andando molto prima del tramonto, orario di arrivo dei tour. Mentre tornavo ho visto vagonate di pulmini che stavano entrando. E volendo ce ne sono altri di posti raggiungibili in bici.
    Oltre naturalmente alle tante possibilitā di trekking, anche su pių giorni, dove la massa non mette piede. Per chi ha in mente di andare da quelle parti straconsiglio quello sul Cerro Toco. Un trekking facile di 3-4 ore A/R fino a 5604 mt, che ti da una vista sul Licancabur, Juriques e Laguna Blanca (in Bolivia) da togliere il fiato. Anche lė 10-15 persone incontrate comprese le 3 del mio gruppo, ed č uno dei pių frequentati visto la relativa facilitā.

    Su Rapa Nui, non essendoci mai stato, non so che idea farmi e il mix di impressioni che ho letto rispecchia un po' il mio. Probabilmente č l'atmosfera di cui parli a fare la differenza, e quella la puoi provare solo stando lė.

  21. #46

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da venexiano Visualizza il messaggio
    Ma che spettacolo. Paesaggi pazzeschi raccontati e fotografati in maniera perfetta.
    Grazie, troppo gentile!!!

    Quote Originariamente inviato da Dancrane Visualizza il messaggio
    M’inkia che bello frā! Per i fenicotteri, metti in cantiere un uichend da me e signora: ti porto a Macchiareddu o Molentargius e ne riparliamo! Cosė mi redimi anche l’insensibile di Rapa Nui...
    Grazie ma a me i fenicotteri fanno schyfo, come dicono a Danzica! Comunque una volta nella terra di Kossiga devo venire.

    Quote Originariamente inviato da straniero Visualizza il messaggio
    che spettacolo!!!
    Lo č!

    Quote Originariamente inviato da FLR86 Visualizza il messaggio
    Che bello rivedere quei posti! Anzi in alcuni casi vederli per la prima volta, perchč io al Salar de Atacama ed alle Lagune non sono stato. Un po' per evitare quello che dicevi te un po' perchč successivamente sarei andato ad Uyuni.
    Sul turismo mordi e fuggi credo che a San Pedro (o come la chimavano loro San Paolo, vista la quantitā di brasiliani!), nonostante sia ovviamente una stazione turistica, ci sia ancora spazio per evitare le resse. Soprattutto se hai la macchina che ti da accesso a posti molto poco frequentati. Sta anche a chi ci va di scegliere le situazioni giuste.
    Io ad esempio non avendo la macchina potevo muovermi solo con i tour, per cui ho deciso di evitare le destinazioni pių richieste ed andare al Salar de Tara, dove ho travato 3 pulmini ed un paio di macchine. Tutto sommato accettabile. Vicino a San Pedro ci sono posti tipo la Quebrada del Diablo e la Valle della Luna dove sono andato in mountain bike, ed in quest'ultima andando molto prima del tramonto, orario di arrivo dei tour. Mentre tornavo ho visto vagonate di pulmini che stavano entrando. E volendo ce ne sono altri di posti raggiungibili in bici.
    Oltre naturalmente alle tante possibilitā di trekking, anche su pių giorni, dove la massa non mette piede. Per chi ha in mente di andare da quelle parti straconsiglio quello sul Cerro Toco. Un trekking facile di 3-4 ore A/R fino a 5604 mt, che ti da una vista sul Licancabur, Juriques e Laguna Blanca (in Bolivia) da togliere il fiato. Anche lė 10-15 persone incontrate comprese le 3 del mio gruppo, ed č uno dei pių frequentati visto la relativa facilitā.

    Su Rapa Nui, non essendoci mai stato, non so che idea farmi e il mix di impressioni che ho letto rispecchia un po' il mio. Probabilmente č l'atmosfera di cui parli a fare la differenza, e quella la puoi provare solo stando lė.
    Il problema non č tanto i gruppi, il problema era il fatto di guidare gente in tacco a spillo fin sotto alle lagune e via dicendo. Un po' una schifezza, ma va detto che tutto intorno era veramente tranquillo.
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  22. #47
    Moderatore L'avatar di Dancrane
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    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio

    Grazie ma a me i fenicotteri fanno schyfo, come dicono a Danzica! Comunque una volta nella terra di Kossiga devo venire.
    ERETICO! Cossiga era di Sassari (e ti risparmio il campanilismo tutto sardo per il fatto che anche Segni era di Sassari), io sto a Cagliari!

  23. #48

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Lu disertu, le montagne, la solitudine, i cieli blu.. tanta tanta tanta invidia. Un applauso per questo viaggio spettacolare. Bravo 13900!

  24. #49

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Spettacolare TR, complimenti!

  25. #50

    Predefinito Re: [TR] Moai e vicuņas.

    Parte VII – Il rientro

    Arriva, alfine, il lungo giorno del rientro. Il menu prevede un antipasto di 4 ore di guidata nella notte per Antofagasta, 350km o giu’ di li; a seguire volo ANF-SCL e, come completamento, le 14 ore di volo del BA250 SCL-LHR. Iniziamo con brio all’alba delle 4.30, col Nissan che ronza come un calabrone e i km che volano dietro la luce degli abbaglianti (che qui tutti usano e pochi spengono quando incontrano altre auto). Il passaggio tra le pale eoliche di Calama e’ veramente surreale, decine di lucine rosse che brillano all’unisono nel buio del deserto.

    La strada tra Calama e l’innesto della Ruta 5 per Antofagasta era il pezzo che piu’ mi preoccupava: una via a doppia corsia, con traffico per lo piu’ di mezzi pesanti, al buio. Ci sono punti in cui l’asfalto e’ un po’ bruttarello (niente in confronto alla ruta 27 per l’Argentina, in cui m’e’ capitato il guado di cui sotto, o i fuoristrada delle B-rutas), ma comunque.





    Fortunatamente i miei timori si mostrano infondati. La stragrande maggioranza dei camionisti dorme ancora e conto i sorpassi sulle dita di una mano. Dall’altro lato, da Antofagasta in direzione per Calama, il traffico e’ invece molto piu’ sostenuto; camion e pick-up ogni 2-3 minuti. L’unica sorpresa la riserva il treno, i cui binari corrono sulla destra. Vedere tre luci gialle a triangolo, sormontate da due lucine blu lampeggianti a mo’ di fuoco di Sant’Elmo e’ abbastanza disorientante. Nella notte, quando e’ difficile capire le distanze e la natura degli oggetti, le pippe mentali si moltiplicano: un camion contromano? Qualche mezzo per la manutenzione stradale? Satana? E’ solo quando mancano 50 metri che si capisce che, li mortacci sua, e’ solo il treno.

    Tutto procede bene fino a Sierra Gorda. Qui c’e’ un punto di controllo dei Carabineros, un posto di blocco con due militi verdevestiti nel mezzo della cittadina che ancora se la dorme. Davanti a noi due camion, dietro di noi una marea di autocarri. I militari fermano noialtri. Patente, passaporto e... [i]Donde esta el permiso internacional/[i]. La faccio breve: per uno come me, che ha imparato le due parole di spagnolo che sa guardando Narcos su Netflix, riuscire a spiegare al milite – nella lingua di Julio Iglesias – che, no, ne’ l’Avis ne’ il ministero ne’ mia sorella mi avevan chiesto la patente internazionale e’ una vetta di capacita’ linguistiche. Finisce che evitiamo multe, sequestri di persona e di veicolo e filiamo via da Sierra Gorda dopo una discussione sulle convenzioni di Vienna e Ginevra. Mancava solo la Bessarabia e si poteva fare una delle prove per l’esame di ammissione alla Farnesina.

    Antofagasta colpisce ancora con tempemmerda, questa volta nebbia. Nebbia che non la vedevo cosi’ fitta da gennaio di quest’anno dalle parti di Portogruaro, e siamo in uno stramaledetto deserto. Alla fine arriviamo ad Anto, facciamo benzina sotto gli occhi torvi degli avvoltoi e abbandoniamo il Nissan. Grazie mille, sei stato epico.

    L’aeroporto di Antofagasta, ce ne rendiamo conto oggi, e’ un capannone. Fate conto di essere nel vecchio showroom Aiazzone sulla strada statale Trossi a Gaglianico, solo con meno segni di incendio e niente zoccole. Ma comunque di capannone si tratta, con un soffitto in tela e zero – ma dico zero – isolamento acustico. Partono gli aerei e si sente tutto, oltre a respirarsi un bel po’ di benzina avio.







    Il nostro volo e’ quasi pronto per il boarding quando bruuuuuuuuuuuuuuaaaaaaaaaaammmmmmmm e un F-16 decolla, riportandomi momentaneamente ai tempi in cui vivevo a Torino e sopra la mia crapa passavano i Tornado che andavano a Caselle. Scopro ora che Antofagasta, oltre ad avere una base dell’esercito, ha anche una dell’aeronautica.

    L’imbarco e’ ancora una volta per colonne, finestrino-middle-corridoio. A noi finestrati viene data una targhetta ‘prioritaria’, e lo scanning delle carte d’imbarco viene fatto con un lettore mobile. L’imbarco viene fatto rispettare ancora una volta con zelo nordcoreano ed e’ bello vedere la clientela – composta al 20% da nonnine indie, 30% minatori e il resto di facce da galera – che segue gli ordini in maniera perfetta. Il Cile e’ diverso da Brasile e Argentina, rifletto con quella propensione allo stereotipo che vien facile dopo due settimane in un paese.


    Gli interni dell'A321 sono gli stessi di quelli del volo prima ma, sembrerebbe, il pitch č leggermente migliore. LF intorno all'80%, il posto in mezzo rimane miracolosamente libero.





    Palmiro lā fuori si dā da fare per completare i preparativi per la partenza mentre, miracolo, spunta il sole.


    Pushback e umili ossequi ai torristi del Norte Grande.


    A seguire backtracking sulla pista e inversione a U che sbologna un po' di polvere, tanto per cambiare, in giro per l'aeroporto.





    Ed ecco anche gli F-16 dell'aeronautica cilena.


    E poi siamo in cielo, sopra al mare perennemente in burrasca.





    Ma giā sopra Antofagasta il tempo torna ad essere pauta. Possibile che Fantozzi viva qui?


    Dopodiché, complice la stanchezza, cado in un sonno agitato. Mi sveglio di soprassalto e subito capisco il perché del mio turbamento:


    Guardiamo fuori, vā.


    Santiago si appropinqua con la sua bella arietta limpida mentre io, di sicuro a causa del libro di cui sopra, mi canto da solo The Everlasting Gaze degli Smashing Pumpkins, che purtroppo non posso ascoltare dato che - irreparabilmente - la selezione di LATAM Play via WiFi č povera in materia di Ottima Musica (TM).


    All'arrivo alla reverenda fabbrica del nuovo Puhadel ci attende una sequela di vecchio e nuovo LATAM: la bella LAN, la cosi cosi TAM, la bleah LATAM. Si vede anche la coda di un A330 Wamos Air che, visti i soliti problemi dei Trent 1000, fa wetlease per LATAM (strano che, a sua volta, LATAM faccia dry-lease di A350 a QR che a sua volta fa dry-lease ad Air Italy...)




    Arriviamo ai nastri bagagli e il nostro zainone č giā li in attesa, veramente ottima performance. Il sistema audio del Puhadel č andato in botta e trasmette i Deftones, che non sono Ottima Musica ma comunque sono sulla buona strada. Di certo una scelta un po' strana per un aeroporto, ma tant'é.

    Continua!
    Are we there yet? Stories from the road.

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