Aviazione Civile
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Ven, Settembre 20, 2019
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    Predefinito [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Cara Aviazione Civile,

    Dopo circa un anno di assenza - e dopo qualche sporadico messaggio sul forum - torno su questi schermi con il mio secondo TR. [L'altro è recuperabile a questo link qua]. Purtroppo, non essendo più da qualche anno un frequent flyer come si deve (il mio pendolarismo parigino durò anni, e nonostante i francesi mi manca molto), queste imprese accadono raramente, ma almeno provo a raccontarle in modo da risultare adeguatamente informative e di piacevole lettura.



    Questa volta aggiungiamo al mio limitato network di voli nazionali ed europei la mia prima tratta intercontinentale. Attraversiamo il pond, come dicono i viaggiatori cool, e andiamo nel M'Inchi-gan, a Detroit via Amsterdam. Faremo il feeder di andata con Alitalia, i transoceanici con Delta e il feeder di ritorno con KLM.
    Biglietto acquistato dal sito di KLM, che all'epoca proponeva l'offerta migliore.
    E faremo il viaggio in barbon class, con buona pace degli enogastronomi del forum, perchè il club level 'sta testa di cliente non me l'ha voluto dare anche se c'erano combinazioni a prezzo interessante. E tredici ore totali di viaggio in seggiola, non c'è molta gente a cui le consiglierei.



    Certamente molti di voi conosceranno bene questi scali - mi sembra poi ci sia un noto forumista basato nei pressi della mia destinazione. Comunque provo a mettere insieme il TR in modo tale da non annoiarvi. Confido un'altra volta nella vostra clemenza.

    La storia di questo viaggio ha inizio a luglio 2013, quando un mio contatto mi propone una missione a Detroit di qualche settimana. Niente ruspisti stavolta, ma resteremo nell'ambiente dei mezzi di trasporto.
    No, non è nessuna delle Big Three - ma ad esse ci dedicheremo nella parte OT Biella e Pistone. Per amor di precisione, ricordiamo che mentre Biella fa provincia, Pistone invece no.
    "Why not?" dico io... ma poi il contatto sparisce. Sono molti purtroppo che fanno così nel mio ambiente, ti cercano, sei la persona perfetta per questa posizione, e puff. Bon sarà per un'altra volta.
    Ma dopo ormai due mesi nei quali scappottavo felice e contento per le strade delle Alpi Svizzere, un bel giorno di settembre il contatto di cui sopra riappare dalle tenebre con l'identica proposta. Io gli rispondo il mio solito Why not? ma stavolta la cosa si fa più seria. C'è da partire lunedì prossimo, i tempi stringono, dai che ti aspettano. Eh bravi, però io da voi aspetto una conferma scritta della missione e delle regole di ingaggio, perchè passare l'Oceano (così come passare all'Oceano, ndr) sarà sicuramente eccitante ma non è mica come dire, nemmeno per un contractor mercenario come me.
    Alla fine della fiera, tra un'attesa e l'altra, mi ritrovo a fare biglietto stanzetta macchinina nonché pourboire al Dipartimento della Sicurezza Casalinga (14 USD) il venerdì per il martedì successivo. Comunque, in un paio d'ore mi sono organizzato adeguatamente.

    Veniamo quindi alla partenza - o meglio, al giorno prima, quando mi sono curato di effettuare il check-in online.
    Esattamente 24 ore prima della partenza ricevo una mail da KL che mi informa dell'apertura delle gabbie. Vado immediatamente sul sito ma poiché la prima tratta è operata da AZ, il sistema ti obbliga (cit.) e mi tocca andare sul sito Alitalia.
    Andiamo su AZ ma il check-in non si riesce a fare perchè secondo il sistema il codice Millemiglia non è riconosciuto. Non so se indignarmi o rassegnarmi, vista la letteratura che ultimamente è stata scritta qui su AC riguardo al refurbishing (re-pirling?) del sito AZ. Certo che se non mi accreditasse le miglia su un intercontinentale preso sotto data, i cabasisi mi girerebbero assai.
    Il sito Saudia, evocato ogni tanto dai forumisti esperti come panacea dei mali del check-in Alitalia, nel mio caso non poteva essere usato perchè gli arabi non riconoscono LIN ma solo MXP. Un giorno si ricrederanno.
    Ma proviamo a togliere il Millemiglia. Magicamente il sistema non ti obbliga più e ti fa fare il check-in. E altrettanto magicamente il Millemiglia risulta ancora sul boarding pass. Mistero della fede (cit.).
    Nonostante questo intoppo (diciamo che ci ho messo meno a prendere biglietto macchina e hotel che non a check-inarmi), riesco a ottenere da AZ la carta d'imbarco anche per la tratta AMS-DTW. A quanto pare, questa era una scelta obbligata visto che a entrare tramite KL o DL c'era sempre la prima tratta AZ che rompeva i maroni e non ti faceva andare avanti.

    Ma ora iniziamo sul serio questo TR.

    Partiamo by car da casa presto, rispetto all'orario del volo, per evitare il traffico della tangenziale e per prendermela un po' comoda una volta in aeroporto. Casa 06:10, Linate 06:45, la consueta cinquantina di km.

    Abbandoniamo la macchina alla porta numero 1 dell'area partenze e switchiamo in modalità Google Car analogica. [Cioè: lasciamo il volante alla mamma, la ringraziamo del passaggio e la facciamo ritornare a casa.]

    Benvenuti a LIN, l'aeroporto che ogni hub vorrebbe avere come feeder. Perchè come aspira pax Linate, nemmeno il Folletto Vorwerk, signora mia!



    Ci avviciniamo ai banchi check-in AZ a lasciare il valigione per la destinazione finale. Cerco l'adorabile signorina mora dai baffi biondi in fronte che incontrai l'anno scorso, ma niente. Fateglielo sapere grazie, che la cercavo.



    Ormai i banchi check-in qui li chiamano drop-off, ma la realtà è che anche se ti sei già registrato e devi semplicemente lasciare il bagaglio, devi fare lo stesso la coda e impiegare lo stesso tempo che a check-inarti in modalità analogica. In termini di tempo quindi, nessun vantaggio. L'unico lato positivo è che avendo già fatto il lavoro online, sei riuscito a riservarti i posti che desideravi - ovviamente se qualcun altro non li aveva occupati prima di te.
    Non ho mai sperimentato il drop-off self-service come qualche forumista ha narrato su altri aeroporti - perchè qui non c'era - ma penso sarebbe utile diffonderne l'utilizzo.

    Lasciato il valigione alla signorina, ci avviamo ai controlli di sicurezza, non prima però di fornirvi la prova inconfutabile che Linate NON è un hub. Il mutanda shop, infatti, qui è un altro.



    Niente coda alle macchinette, così inspiriamo senza stress la nostra buona dose di radionuclidi.

    Airside non c'è molta gente. Ma tra un po' comincerà a popolarsi, specie l'area dei gates RomaMilano.



    Osserviamo la fauna del martedì mattina linatino. Tra i presenti, alcuni abusivi, come ci insegnò un noto forumista.



    Parcheggi abusivi / Applausi abusivi / Villette abusive / Abusi sessuali abusivi / Tanta voglia di ricominciare / Abusiva... (cit.)



    Ci rechiamo alla lounge della barbon class - il bar appena dopo il Dufry - e facciamo colazione. Questi non li vedrò se non fra tre settimane. Mi mancheranno assai.



    Il mio AMS AZ delle 09:05 è in orario.



    Ancora un po' di fauna. Questo 319 mi pare vada a BCN.



    Bibì e Bibò vanno a FCO.



    Scendiamo le scale e ci appropinquiamo al nostro gate. La signorina di spalle è quella che mi ha drop-offato il valigione, e alla quale mostrerò il boarding pass.



    Evidenziato dal circoletto rosso, il piazzista dell'Amex che tutti gli habitués linatini rifuggono. Mattiniero, il nostro. Ha cambiato location rispetto agli altri anni, là ora hanno installato il bar dell'ex-sindaco di TRS.



    Chiamata all'imbarco in orario. Lascio scorrere la coda e aspetto che mi chiamino per nome prima di avvicinarmi al gate. Sì, manco solo io. Salutiamo la signorina e ci infiliamo nel Cobus.

    Una raccomandazione sulle carte d'imbarco ottenute online da AZ: la mail di conferma contiene curiosamente due copie della Boarding Pass su fogli separati, una "da consegnare al gate" e l'altra "da staccare e conservare". Stampatele entrambe. Io l'ho fatto per precauzione, ma stampare due fogli per tratta non è così evidente al viaggiatore occasionale, che invece si aspetta un unico foglio da dividere poi al gate. Al gate di LIN giustamente si sono tenuti la loro copia. E se non ti ricordi qual era la tua seggiola - ammesso che ti ci facciano arrivare, senza BP - sono gołąbki amari [cavoli con ripieno di carne, specialità polacca].

    Eccoci infine sotto il nostro aviogetto. [Evvabbe', nemmeno io ho potuto fare a meno di usare questo termine... è contagioso!]

    Tue., Sep. 24th, 2013
    LIN-AMS
    Flight: AZ0120
    Class: Y
    Seat: 05F
    Eqp: A321-112
    Reg: I-BIXM
    Scheduled: 0905-1105
    Block to Block: 0914-1105
    In Air: 0925-1050





    Lasciamo scorrere la coda e saliamo la scaletta anteriore.



    Illimitatamente... (cit.)



    Capitano e FO mi accolgono al portello, chiedendosi silenziosamente se quello strano tipo con la maglietta con la lisca di pesce sul braccio che appena prima ha fatto la foto allo slogan AZ è uno che deve postare il suo TR su AC. Ebbene sì, voilà, ecchemeqqua'.

    Il capitano poco dopo ci dà il benvenuto a bordo con l'interfono, citiamo le sue parole, "sul volo da Roma ad Amsterdam" (oops...) e ci informa che partiremo con mezz'ora di ritardo a causa del traffico intenso sul cielo sopra Schiphol.
    Dopo un po' però il nostro si ridimensiona, ci annuncia che si è appena liberato uno slot e allora partiamo subito, con soli 10 minuti di ritardo rispetto allo schedulato.

    Osserviamo il 733 I9 nostro vicino di banco.



    Che quando stacca e parte per NAP, ci rivela il 319 AF diretto a... ça va sans dire!



    Alla fine stacchiamo anche noi e costeggiamo il 762 cargo di ABX.



    Taxeggiamo per un po' con la sola turboventola 1 in azione. [Perchè come noto, gli aviogetti sono spinti da turboventole.] Nel frattempo salutiamo quest'altro 320 AZ e andiamo verso la consueta pista 36.



    Cabin crew prepare for takeoff! (cit.)



    Arrivederci a LIN, l'aeroporto che ogni hub vorrebbe avere come feeder.



    Traffico intenso in Tangenziale Est / innesto Tangenziale Nord, nei pressi dell'antennone Mediaset.



    E sul tratto urbano della A4.



    Emergiamo da una sottile cappa di sostanze chimiche.



    Non si vede una mazza, ma laggiù c'è casa mia e lo hub dell'Alta Brianza da cui deriva il mio nick.

    Ich bin ein Hub! (cit.: Berlino, giugno 1963)



    Quello nel circoletto rosso dovrebbe essere LILN.



    E quello là sotto mi pare LILG.



    Il Lago Maggiore avvolto dalle nebbie (o schermato dal vetro lercio).



    E il Lago d'Orta nelle stesse condizioni.



    C'è poca neve sulle Alpi.







    La valle del Rodano. Nel circoletto rosso, lo hub del Vallese, Sion.



    I criceti girano nella turboventola 2. Più sotto, la parte orientale del Lago Lemano.



    Pitch Test coi pantaloni lunghi, a differenza di molti forumisti che forse dovrebbero fare i testimonial della Veet... OK, ci possiamo stare.



    Per i feticisti delle safety cards. Chiedo venia per il fatto di non aver postato una rarità.





    Quel che passa il convento. Taralli e la proverbiale arancia rossa. I biscottini li ho lasciati alla prossima occasione.



    La fila 05, appena dietro il club level, è detta anche la suite dei barboni. La tendina infatti ci nasconde dagli sguardi indiscreti. Notare tra l'altro il fake IFE.
    Scusate se non ho puntato l'obiettivo più a sinistra, ma la sciura del 05D mi guardava male fin da quando sono salito.



    Questa, dal cross-check che ho fatto con Google Earth, mi sembra Anversa. Ci ero stato in gita scolastica nel secolo scorso.



    I criceti continuano a girare.



    Curioso scalino nuvoloso. Scateniamo gli scia-tori e i teorici del complotto...



    Prima della discesa viene aperta la tendina, facendo venir meno la mia privacy.



    Ci immergiamo in una cappa di vapore acqueo e sostanze chimiche.



    Dalla quale usciamo in corrispondenza di una spiaggia dell'Olanda Settentrionale.



    Ormai manca poco. Zona portuale, potrebbe essere Ijmuiden.



    Zona residenziale poco più a nord.



    Facciamo una virata di 180° a tribordo e scorgiamo del verde.



    Traffico regolare in autostrada.



    Pochi secondi al touchdown.



    Atterrati. I-BIXM stende la biancheria.



    Un taxi senza fermate ma mooolto lungo... mi sa che siamo atterrati sulla pista tedesca di AMS. Mi sa che era la 18R.





    Dopo aver spento di nuovo la turboventola 2, finalmente scorgiamo qualcuno.



    Segua quella macchina! (cit.)



    Alcuni mezzi pascolano. In primo piano, un c**o basso DL, spero di non essermi sbagliato col nickname del 767.



    Area cargo di AMS. 747F, MD11F e credo un 777F qatariota.





    Loro se ne vanno.



    E noi ci avviciniamo subito al nostro tentacolo, accanto a questo 738 KL. Vabbè, il terminal era sul lato sinistro, per questo mi è sembrato di essere atterrato in Germania.



    Arrivati.



    Porte aperte. Possiamo riattivare i telefoni e uscire.



    Il volo è stato sostanzialmente uneventful - nemmeno turbolenze significative da annotare - ma non per questo poco piacevole. Aereo ben tenuto, puntuale nonostante il ritardo in partenza, riempimento medio (poca gente in C, mentre in Y i posti centrali risultavano raramente occupati), cabin crew gentile e professionale per la brevità del volo e del servizio... sufficienza ampiamente meritata.

    Arrivederci, I-BIXM.



    Cavoli, e io che credevo di essere atterrato a Pufflandia... qui ci sono solo i vichinghi.



    Ah no, ok. Guardiamo dall'altra parte.



    E175 polacco, non ho ben capito se nella livrea attuale o vintage.



    Il mio DTW DL delle 13:20 è anche lui in orario. C'è da andare nella hall D.



    Guardiamo un attimo alle nostre spalle, da dove siamo provenuti, e ci appropinquiamo all'area non-Schengen.



    Area controllo passaporti.



    Ho provato per curiosità le macchinette self-service per i cittadini UE con passaporto elettronico. Semplicissimo, si apre il documento inserendolo nell'apposita fessura, come indicato dalle figure, poi te lo risputa fuori aprendoti magicamente il tornello.

    Eccoci quindi nella hall D.



    Andiamo subito a mangiare qualcosa, visto che il gate è stato aperto ben prima dell'ora prevista di imbarco. In effetti l'aviogetto sarà bello pienotto, resterà libero solo qualche posto.
    Niente foto del paninetto con bottiglietta d'acqua, non era male ma non mi mancherà, a differenza del cappuccino linatino.

    Nota a margine: cessi della hall D indegni. Non particolarmente lerci, ma odori talmente penetranti, dovuti a organismi tuttora ignoti alla scienza.

    Questo kazako qui - mi sembra un 767 - non so se qualcuno lo ha mai preso. Peccato per la posizione infelice dalla quale l'ho immortalato. Per trovarne una migliore, occorreva avere in mano un BP per TSE.



    Altri aviogetti dei Puffi - che è meglio (cit.).





    Intravediamo la coda del 330 DL che ci porterà a DTW.



    Andiamo verso il gate D07, ma aspettiamo che un po' più di gente passi i controlli di sicurezza dedicati.





    I body scanners, in cui tra poco mi toccherà entrare per mostrare al voyeur di corvée quanto sono bello dentro.



    Il controllo per i voli verso gli USA prevede una prima parte in cui un addetto alla sicurezza ti fa alcune domande sullo scopo del tuo viaggio - diciamo che non è semplice per un contractor mercenario come me spiegare in cosa consiste il mio lavoro e le modalità del suo svolgimento a Detroit, ma sono cose che sono assolutamente compliant con le leggi statunitensi! - e una seconda in cui si ripetono sostanzialmente i controlli sul bagaglio a mano e sul passeggero.
    Ricordiamo che (perlomeno a AMS) nemmeno le bottigliette comprate airside si possono imbarcare, vista la montagna di PET semivuoti prima dei body scanners.
    Una volta superato questo scoglio, si accede a una piccola area dotata di poltrone, WC e tavoli con prese di ricarica, da cui è possibile vedere meglio il mezzo sul quale si salirà.

    Tue., Sep. 24th, 2013
    AMS-DTW
    Flight: DL0235
    Class: Y
    Seat: 36G
    Eqp: A330-323X
    Reg: N811NW
    Scheduled: 1320-1605
    Block to Block: 1334-1542
    In Air: 1347-1527 (Dur: 7hrs 40min)





    L'imbarco procede regolarmente, ma io aspetto che la coda nel tentacolo si smaltisca prima di salire a bordo.

    Purtroppo, visto che ho preso il biglietto sotto data, non mi sono potuto accaparrare il finestrino, per cui non vedrete nulla di quanto succederà là fuori nelle prossime otto ore. Comunque ho cercato di documentare questa tratta nei limiti del possibile.

    Una volta imbarcato, sulla seggiola troviamo il cuscinetto di gommapiuma impalpabile e la copertina rossa. Non ne farò uso, visto che non riuscirò a dormire una mazza.



    Poco dopo, mentre dagli schermini degli schienali scorre pubblicità a ciclo continuo, l'equipaggio effettua la distribuzione delle cuffiette.



    Di altre amenities invece, nessuna traccia. Ricordiamoci che siamo in barbon class! Diciamo comunque che non ne sentirò il bisogno, il mio desiderio è arrivare a destinazione quanto prima.
    Comunque passeranno con le hot towels - e verso la fine del viaggio, con le salviettine impregnate.

    A un certo punto parte dall'interfono una richiesta diretta ai passeggeri. Cercano uno che sappia parlare il bosniaco. Sarei curioso di sapere quanti americani - che non abbiano prestato servizio nell'esercito, altrimenti non vale! - sappiano dove si trova quel Paese.
    Questo momento di impasse ritarda leggermente il pushback.

    A nouveau, per i feticisti delle safety cards. Questa di DL ha un formato scheda elettorale delle comunali di Roma.









    Pitch Test. A naso, mi sembra più stretto del 321 AZ di prima. Qualche passeggiata provvidenziale per i corridoi mi renderà la tratta meno faticosa.



    Scorcio della cabina (e di un paio di anonime teste pelate).



    E una prospettiva del corridoio.



    In Y (configurazione 2-4-2) aereo bello pienotto ma non full, si intravedeva qualche seggiola libera. Ignoro il load factor della J, a noi plebei non ce l'hanno fatta vedere nemmeno col lanternino.
    La fauna della barbon sembra equamente divisa tra cittadini americani e aliens; la prova la otterrò a destinazione, all'immigration di DTW (presso la quale c'eravamo solo noi), dove le due file si equivalevano.
    La mia zona era relativamente tranquilla, diverse coppie di pensionati nei dintorni e, nella mia fila centrale, un infant black che, a parte rare crisi di pianto, se ne è stato bello tranquillo in braccio alla madre o coccolato dai pax intorno a lui.

    Considerazione secondo me importante sulle cappelliere. Nonostante io sia salito tra gli ultimi e l'aereo fosse quasi pieno, le cappelliere erano mezze vuote (almeno dalle mie parti), così ho potuto mettere il mio keepall (cit.) esattamente sopra la mia capoccia. Temevo che, data la lunghezza del volo, gli altri pax si fossero portati in cabina non solo la propria casa, ma anche il condominio tutto intero. Invece no. Mi chiedo, da ignorante del LR, se devo credere che caricarsi di bagagli a mano all'inverosimile sia un vizio solo italiano.

    Il personale di cabina, come evocato in numerosi altri TR sulle aviolinee statunitensi, per via dell'età media è un chiaro presagio degli effetti della riforma Fornero in Italia. Tuttavia saranno sempre presenti lungo tutto il viaggio, cordiali e disponibili e pure inclini alla battuta di spirito.

    Vista la posizione della mia seggiola, non ho la più pallida idea di quale pista di AMS abbiamo preso. Devo dedurre che, avendo osservato i decolli precedenti, si sia trattato della 24. Comunque, non abbiamo fatto la coda prima della runway. L'A-CDM, a quanto pare, qui collabora.

    Il decollo è stato piuttosto lunghetto, tanto da insinuarmi l'atroce dubbio di essere salito, anziché su un 330, su un marcione con due sole turboventole. Ma forse è stato solo a causa dell'elevato carico di pax e bagagli in stiva.

    Cominciamo intanto a ravanare con l'IFE. Faccio scorrere i film e la musica che passa il convento, ma un po' deluso finisco per impostare lo schermo sull'airshow. A tratti risulta pure fastidioso in quanto, se si azionano i comandi per un paio di minuti di seguito, parte automaticamente la pubblicità - e soprattutto un bel v***a da parte mia.
    È un vero peccato la mancanza di una presa individuale USB. Non pretendevo la presa standard per poter attaccare il PC, però mi avrebbe fatto molto comodo per poter sentire la mia musica preferita senza patemi d'animo per la batteria del mio cellulare.
    Il wi-fi, apparentemente previsto (pay) su DL, sul nostro mezzo invece non era attivo. Di nuovo peccato, ero curioso di provarlo.

    Quando siamo sopra l'Inghilterra inizia il servizio.



    Salatini e succo d'arancia. Al prossimo giro però, gli chiedo di non mettermi più il ghiaccio nei beveraggi. Gli americani te lo mettono dappertutto, come i francesi con le cipolle e i polacchi con le patate.



    Poco dopo il convento ci passa il contenuto del carrellino della pappa. Scelgo il pollo thai perchè non appena ho sentito nominare la pasta nell'altro piatto tra cui scegliere, ho messo mano alla pistola (è una citazione! non equivocate!).
    Commestibile. Per essere un pasto da aereo, non ho di che lamentarmi.



    Termino con un po' di thè. Evitiamo il caffè all’americana.



    Finite cibarie e beveraggi, ci ritroviamo qui.



    Il viaggio prosegue senza particolari interferenze. Qualche rara turbolenza, ma talmente debole che solo se tu collaborassi a Studio Aperto avresti il coraggio di definirle Momenti di terrore sul volo Amsterdam - Detroit.
    Continuo a ravanare con l'IFE e mi guardo questo film qua. Sinceramente, era un po' imbarazzante vedere un film pieno di iraniani, su un aereo USA, di compagnia USA, circondato da pax USA, però il prodotto viene da Hollywood, quindi che se ne stiano zitti tutti. Il soggetto mi interessava, ma francamente non è il capolavoro che molti hanno raccontato.

    Dopo un po' gli AAVV ripassano con un secondo giro di beveraggi.

    Finito il film, vado ad espletare le mie funzioni corporali, nonché il tradizionale sacrificio per la causa del forum. Sì, stavolta ho avuto il coraggio di farla.



    Intanto si è fatto buio in cabina - molti hanno abbassato gli scuri e in effetti, anch'io comincio a dare segni di cedimento - per cui provo a dormire. Il risultato non è un gran che.

    Nel frattempo avviene un altro giro di beveraggi - più precisamente, niente carrellino ma solo acqua per tutti. In totale i giri di bevande saranno almeno quattro, sembreranno molti per un viaggiatore occasionale ma invece è meglio approfittare di tutti-proprio-tutti, per combattere fatica e disidratazione.

    Iniziamo a sorvolare il suolo nordamericano che decido di farmene una ragione, se Morfeo non mi vuole accogliere tra le sue braccia.



    Quando siamo qui, arriva l'ora della merenda.



    Calzone caldo e copetta di gelato... ma non stavamo mica andando in America? Certo che quando non mi fanno sedere vicino al finestrino, quelli cercano sempre di fregarmi sulla destinazione...



    Intanto il capitano annuncia che il nostro 330 ha iniziato la discesa. Dal cockpit non sono stati molto loquaci durante il viaggio, ma d'altra parte il personale di cabina viaggia costantemente su e giù per i corridoi, sempre a disposizione dei pax.
    Non so se succede su altri IFE, ma quello di Delta mette in pausa i film mentre passano gli annunci di cabina. Scusate l'ignoranza.

    Dall'airshow (e dalle sensazioni del labirinto del mio orecchio) deduco che l'aviogetto ha effettuato una manovra a S per allinearsi alla pista. Arriva a sud-est di Detroit, poi fa una lunga virata a tribordo posizionandosi a nord-est della città e infine un'altra lunga virata a babordo per agganciare la 21L (o forse era la 21R, accidenti al posto corridoio che mi fa perdere i riferimenti!).

    Atterraggio in netto anticipo e taxi relativamente breve verso il terminal Sud (detto anche McNamara, che ospita solo i voli Delta e SkyTeam). Siamo arrivati talmente in anticipo che abbiamo dovuto aspettare non poco in mezzo al tarmac perchè si liberasse un tentacolo.

    Il cielo, sbirciando da lontano i finestrini, pare sereno. Ma il cielo, 'sti americani non ce lo faranno vedere se non dopo un'ora, perchè appena usciti dal finger ci faranno subito scendere nelle catacombe del terminal, dove è installata l'area dell'immigration.

    Questo è il mio primo impatto col suolo americano. Welcome to the United States.



    Giudizio sostanzialmente positivo sulla tratta transoceanica. Personale di cabina mai infrattato nei galleys e sempre user-friendly coi pax; puntualità del volo; buone condizioni della cabina Y - però, magari se ci fosse stato un pollice in più di pitch, sarei arrivato a destinazione un po' meno rinc******ito. Note sicuramente a sfavore, la fastidiosa pubblicità pop-up quando maneggi l'IFE - e a dire il vero, la relativa lentezza dei comandi dello stesso. Suggerimenti alla compagnia, almeno la porta USB pure in economy, di questi tempi non penso che si debba più ritenere un lusso.
    Opinione strettamente personale: in cambio di una presa USB e una standard anche in economy, sarei pure disposto a rinunciare all'IFE. E con una connessione wi-fi anche pay, avrei la mia soluzione di intrattenimento su misura.

    Dopo una scarpinata in un lungo e stretto corridoio, arriviamo nella grande sala dell'immigration.

    Come ho anticipato più sopra, siamo l'unico volo internazionale arrivato in quel momento, quindi non c'è quella bolgia infernale capitata a qualche altro forumista arrivato negli States. E per fortuna che siamo gli unici, perchè di agenti TSA a respingere i potenziali clandestini ce ne sono solamente due, su alcune decine di sportelli predisposti.

    Il tipo della TSA non crede a una parola di quello che gli sto raccontando - e pensare che è la santa verità, per di più compliant con le norme USA sull'immigrazione! D'accordo che sta facendo il suo lavoro, però a me gli psicogiochini da The Mentalist mi mettono a disagio. Evidentemente oggi non ne ha ancora respinto nessuno e allora vuole fare lo splendido con uno come me che è la prima volta che arriva da quelle parti. Mi chiede la business card della mia società - ma cavoli a me i biglietti da visita non li hanno mai fatti nemmeno quando ero sotto padrone! - bon, allora tiriamo fuori la lettera di invito del cliente. "Ah, allora lavori con quel sistema informatico là, eh?". Grazie a Dio sono troppo rinc******ito dal viaggio per rispondergli, altrimenti questo TR lo avrei scritto da una galera e lo avreste letto tra novantanove anni. A quel punto, il nostro mi fa mettere le dita sulla macchinetta delle impronte, mi timbra il passaporto e fa avanzare il pax dietro di me.

    Ritiriamo il valigione che avevamo lasciato a LIN - è là che mi aspetta, sta girando sul carosello dei bagagli insieme agli altri - e superiamo più agevolmente lo scoglio del controllo doganale sulle mercanzie trasportate. Non nascondo mortadelle né alcunché possa loro interessare, come coerentemente documentato dal fogliettino blu distribuitomi quando montai a AMS sul 330 DL.

    Come anticipato, è passata circa un'ora dal momento dell'atterraggio. Ooh, adesso sì che si può dire, Welcome to the United States.

    Seguiamo le indicazioni Ground Transportation e cominciamo finalmente a vedere un po' di luce - anche se non troppa. Un'altra scarpinata e ci ritroviamo alla pensilina dei bus che portano ai centri delle società di noleggio auto. Io prendo il bus giallo con le scritte nere, perchè la macchina l'avevo prenotata da loro. Ricordiamo che a questa pensilina un bus non vale l'altro, perchè i vari centri noleggio sono a distanza rilevante l'uno dall'altro. E in America, io ho capito che bisogna prendere la macchina anche per attraversare la strada.

    Questo è il mezzo che mi terrà compagnia durante queste tre settimane. La Nissan Altima - per i profani, una Renault Laguna con gli occhi a mandorla - pare sia la seconda auto più venduta negli States (se escludiamo ovviamente i light trucks Ford F150) ma francamente, quanto a qualità costruttiva, le Fiat degli anni Settanta erano messe molto meglio.
    E poi, quel cambio CVT a variazione continua - lo stesso delle DAF degli anni Settanta - non si può proprio vedere.



    Una mezz'oretta facendo una Interstate e due Freeways e arrivo nella mia stanzetta a Southfield che, a dispetto del nome, sta poco a nord di Detroit.

    Chiudo la porta dietro di me e noto alcuni avvisi molto rassicuranti.



    Che vengono dettagliati anche nella brochure sulla scrivania.



    Vista panoramica dalla finestra. C'è coda dal concorrente del McDrive.



    Bon andiamo subito a dormire, qui saranno sì le sei del pomeriggio ma io sono in giro da quasi venti ore. Jack Bauer è solo il personaggio di un telefilm.

    Nel prossimo post faremo un po' di OT, come preannunciato dal titolo. See you soon, come dice il giornalista ex-americano oggi adottato dagli albanesi.
    Ultima modifica di flyLILB; 5th October 2013 a 17: 27 Motivo: Correzione link foto #297
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  2. #2
    Senior Member L'avatar di OceanDrive
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    gran bell'inizio (e ritorno sul forum). Attendiamo il resto...

  3. #3
    Senior Member L'avatar di ronald Mc donald
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    che bello questo inizio!La scrittura è fantastica.
    Ottima la citazione degli ELII e che dire...un minuto di silenzio per la tua gita ad Anversa,quando tutti vanno a Praga

  4. #4
    Senior Member L'avatar di james84
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Ottimo!
    FCO-CIA-TUN-STN-VIE-PRG-SXF-MAD-CRL-BCN-BGY-MXP-NRT-JFK-EWR-AMS-NTE-VRN

    Le mie foto su Jetphotos.net

  5. #5
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Bell'inizio!
    Aspetto l'OT dall'amena Detroit!!

  6. #6

    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Bello!! Molto dettagliato, aspetto il resto e vado a leggermi il tuo primo TR, appena ho tempo

  7. #7

    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Arrivato a LIN 2:20 prima del volo?? Paura di perdere l'avioggetto?
    Bel TR e stile narrativo con frasi veramente divertenti (l'aeroporto che ogni hub vorrebbe avere come feeder)
    Ciao Luca!

  8. #8
    Il Gascoigne dei Tripreportisti L'avatar di dreamliner
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    LA foto al aeroporto con la tua scarpa e la mia favorita. I cerchi invece mi sa tanto da TSA americano e mi mettono anzia.

    Non vedo l'ora di vedere OT da Detroid, la mia citta favorita americana

  9. #9
    Socio 2015 L'avatar di flyboy
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Bell'inizio e piacevole scrittura!

  10. #10
    Amministratore L'avatar di enrico
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Ottimo inizio, un TR veramente piacevole.
    Grazie!

    Quote Originariamente inviato da ronald Mc donald Visualizza il messaggio
    .un minuto di silenzio per la tua gita ad Anversa,quando tutti vanno a Praga
    MITICO, PADRE!!

  11. #11

    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Molto bello, grazie mille.
    Unico appunto, non ti sembra di esser arrivato un po' presto a LIN ?
    "No airship will ever fly from New York to Paris, no engine can run at the requisite speed for four days without stopping"

  12. #12
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Divertente!

    E si, tutti gli IFE si interrompono quando c'è un annuncio.

  13. #13
    Junior Member L'avatar di flyLILB
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Grazie a tutti coloro - commentatori e non - che hanno apprezzato questa prima parte del TR.

    Quote Originariamente inviato da ronald Mc donald Visualizza il messaggio
    Un minuto di silenzio per la tua gita ad Anversa,quando tutti vanno a Praga
    Grazie per la comprensione Padre. Ai miei tempi non avevano ancora tirato giù il muro di Berlino. E poi suvvia, ero minorenne!

    Quote Originariamente inviato da TPS-MIL Visualizza il messaggio
    Aspetto l'OT dall'amena Detroit!!
    Grazie per la vicinanza e per il supporto morale... Ero certo che in quanto "indigeno" (less or more) ti saresti manifestato. L'OT che ho pianificato è ormai pronto, ma sono ancora quaggiù e sto ancora raccogliendo immagini, eventualmente da aggiungere prima del ritorno. La meteo però, anche in questo fine settimana è inclemente. Comunque non ti aspettare nulla di sconvolgente.

    Quote Originariamente inviato da mariol Visualizza il messaggio
    Bel TR e stile narrativo con frasi veramente divertenti (l'aeroporto che ogni hub vorrebbe avere come feeder)
    Grazie Ero certo che il nuovo motto di LIN non sarebbe passato inosservato.

    Quote Originariamente inviato da dreamliner Visualizza il messaggio
    LA foto al aeroporto con la tua scarpa e la mia favorita. I cerchi invece mi sa tanto da TSA americano e mi mettono anzia.
    È un onore ricevere un commento dal più illustre viaggiatore di AC Ecco bravo, mi hai dato un'idea per uno scatto durante il viaggio di ritorno Sì, i circoletti rossi li ho fatti proprio perchè il TSA americano mi ha messo l'anzia...

    Quote Originariamente inviato da andreapinti Visualizza il messaggio
    Unico appunto, non ti sembra di esser arrivato un po' presto a LIN ?
    Sì certo lo so, era essenzialmente per non interferire con gli impegni della proprietaria della Google Car analogica (la mamma è sempre la mamma...). Avevo considerato i mezzi pubblici come alternativa, ma dalle mie parti, col primo trenino disponibile, sarei arrivato in aeroporto al momento della chiamata all'imbarco e... ciau Pepp. La prossima volta chiederò un parere al "bravo poliziotto" Uber.

    Quote Originariamente inviato da AZ1774 Visualizza il messaggio
    E si, tutti gli IFE si interrompono quando c'è un annuncio.
    Denghiu (cit.) Makes sense, non era una critica.
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  14. #14
    Junior Member L'avatar di flyLILB
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    Di tanto in tanto al bar di Schwerzenbach (ma non per il referendum!)
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Visto che come noto, Detroit è anche detta Motor City, dedichiamo la parte OT ai mezzi di trasporto.

    Venti minuti di Nissan Altima (brrr) dalla mia stanzetta e arriviamo qui. Non è l'Independence Hall di Philadelphia, è solo una replica.





    Lo Henry Ford Museum non è semplicemente il museo dell'auto di Detroit. Comprende numerosi tipi di mezzi di trasporto - con una buona collezione di quelli che interessano al forum - nonché sezioni dedicate alla tecnologia applicata all'industria e alla vita di tutti i giorni. Ventidue dollari (compresi i 5 di parcheggio) e accediamo alla grande hall.

    Una volta dentro, vedo subito una cosa che voi sicuramente troverete più interessante, però ve la mostrerò dopo. Io sono qui principalmente per le quattroruote.

    Viriamo quindi a tribordo, nell'area delle vetture presidenziali.

    Questa Lincoln evoca negli americani (e non solo) tristi ricordi. Dallas, Novembre 1963.



    La curiosa Bubble Top di Eisenhower.



    Questa invece era di Franklin Delano Roosevelt.



    Invece l'altro Roosevelt rifuggeva le automobili, nonostante alla sua epoca erano già un fenomeno di massa.



    Passiamo alle auto civili.



    Questa Tucker (e colui che la costruì) è nota anche per un film di qualche anno fa.



    La Ford Edsel stette agli USA come la Fiat Duna sta all'Italia.



    Ma anche qualche decennio dopo, non è che abbiano imparato la lezione. In primo piano, la Ford Escort USA degli anni Ottanta.



    Anche da questa parte dell'oceano si sono cimentati con le microcar. Grazie di cuore per non aver insistito.



    La Buick Riviera fu spacciata, secondo la scheda di accompagnamento, come il merger tra una Ferrari e una Rolls-Royce. Non esageriamo, for God's sake.



    L'auto di lusso nella storia americana.



    Be', la Bugatti Royale è tutta un'altra cosa.



    Passato remoto, passato prossimo e presente delle corse a stelle e strisce.







    Il Ford F100, il padre di tutti i light trucks d'America.



    Questo suppostone raggiunse nel 1965 la velocità alla quale oggi incrocia un Dash 8-400.



    Questa Mercury custom mi pare di averla vista in qualche film d'animazione.



    Il sogno americano (I): Chevrolet Corvette Mk 1.



    Il sogno americano (II): Ford Mustang Mk 1.



    Questo fa molto Broadway.



    E questo fa molto Las Vegas.



    Questo invece fa molto Ben Hur.



    A nouveau... Segua quella macchina! (cit.)



    Il Gabibbo lo conoscono anche qua.



    Prima che la Toyota Prius fosse, questa General Motors EV1 è. È tuttora l'auto completamente elettrica che ha avuto maggior successo al mondo.



    Uno dei pochi aliens (a parte la Bugatti di prima) esposti in questo museo. Dietro, una iconica roulotte Airstream.



    Lui, a questo punto, non poteva mancare.



    Chevrolet Corvair: Unsafe at Any Speed (cit.). Qui, al Museo Ford, la ostentano con soddisfazione.



    Pareva una Lada 124, invece è una Toyota d'antan.



    Qualche Fiat 500 in effetti l'ho vista per strada da queste parti, però ci sono ancora molte balene come questa Chrysler da poliziesco anni Settanta.



    Walker, Texas Ranger.



    Potete averla di qualsiasi colore, basta che la vogliate nera! (cit.). Poi ho visto la maglietta con su questa frase e l'ho comprata.



    La storia della Casa, però, cominciò con questo trabiccolo.



    Il nonno di tutti i SUV.



    Questo ha rubato un po' di vernice a quelli di Easyjet.



    Pure lui, mi sa.



    Procediamo, come indica il segnale, e spostiamoci un attimo al reparto treni, visto che in questo forum mi pare ci sia qualcuno che se ne intende.



    La locomotiva Tipo Allegheny, dei primi anni Quaranta, tra le attrazioni principali del museo.



    Una prospettiva dal posto di manovra.



    La locomotiva presidenziale dei tempi che furono.



    Spazzaneve canadese.



    Dedicato al bambino che è irrimediabilmente dentro di noi. Tra giocare con le ruspe e con i trenini, è una bella lotta.



    Ci ha pure il camera car, in basso a destra.



    Tu non hai fame? (cit.) Il mio avatar me lo fa notare con insistenza.



    Yes. Enter this way.



    Ci sediamo al primo tavolo...



    E ci prendiamo un tramezzino con succo e chips.



    Uno scorcio del locale dal bancone prima di uscire.



    Nel prossimo post torneremo più IT e andremo a vedere più da vicino questo Dakota, nonché diversi suoi compari dell'area aviation del museo.



    See you soon (cit.), come ho scritto nel post precedente.
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  15. #15
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    a ma che bel TR
    anche io ho un paio di pantaloni come i tuoi , che sotto c'è una zip e diventano bermuda
    o sbaglio ?

  16. #16
    Senior Member L'avatar di Tiennetti
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Bel TR, interessante e divertente!

    In quanto alla EV1.. vado a memoria, ma mi sembra di ricordare che ha avuto tutto quel successo perchè il 100% delle unità sono state vendute a.... alla stessa GM!
    Era infatti "impossibile" comprarla se non attraverso la formula di leasing GM! :P
    Quando si accorsero che non riuscivano a fare soldi con la produzione e nemmeno con il leasing (quella prima generazione di batterie perdevano potenza abbastanza rapidamente e dovevano essere sostituite) decisero di chiudere il programma e cancellare unilateralmente tutti i contratti di leasing
    David

  17. #17
    Member L'avatar di carlitos71
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Bellissimo e assolutamente godibile!
    grazie per averlo condiviso e sotto con il resto!!!!

  18. #18

    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    bello e ben scritto!

  19. #19
    Member L'avatar di AlexNce
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Attendiamo il proseguio!!
    Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai,ti volterai senza vedermi ma io sarò lì.

  20. #20

    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Narrazione perfetta da grandissimo scrittore...

  21. #21
    Junior Member L'avatar di flyLILB
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Di nuovo grazie a tutti coloro che hanno proseguito nella lettura.

    Quote Originariamente inviato da Luca Cordero Visualizza il messaggio
    Anche io ho un paio di pantaloni come i tuoi , che sotto c'è una zip e diventano bermuda
    Certo che siamo ben assortiti, tra quello che nelle foto guarda i piedi e quello che guarda le zip dei calzoni (sì bravo, l'articolo è proprio lui)... è per questo che seguo sempre questo forum!

    Quote Originariamente inviato da Tiennetti Visualizza il messaggio
    In quanto alla EV1..
    Sì hai ragione. Successo commerciale è una parola grossa, ma la soluzione del leasing fu un serio tentativo di diffondere un'idea di auto elettrica altrimenti non sostenibile dal comune automobilista - di allora come di oggi. Poi vabbe', le immagini di queste auto ritirate dalla circolazione e mandate alla pressa sono passate alla storia, ma gli aspetti più propriamente finanziari dell'operazione sono stati recepiti e applicati dagli altri costruttori che in seguito si cimentarono in simili imprese. Se non ricordo male, oggi ad esempio Renault ti vende l'auto elettrica (tipo il Twizy, quel ciospo senza portiere a due posti in tandem) "vuota" perchè le batterie te le dà in leasing. E come diceva nei primi anni Novanta un mio prof d'università, il leasing è caro come il fuoco!
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  22. #22
    Junior Member L'avatar di flyLILB
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Come ho anticipato nel post precedente, il Museo Henry Ford comprende anche un'importante sezione dedicata alle avioeliche.

    Avviciniamoci al DC-3 impalato su due pilastri di cemento.













    Anche Ford produceva aerei. Qui, il Flivver. Il mezzo, che sognava di essere la Ford T dell'aria, non ebbe molta fortuna.



    Questo invece è il Ford Trimotor.









    Il Boeing 40, l'aereo dei postini.





    Questo trancio di fusoliera serve a dimostrare quanto erano stretti i primi aerei passeggeri (B40, Trimotor, DC-3) rispetto a un odierno 747. Entrandoci, viene rappresentata in maniera eloquente la differenza di spazio interno tra i vari mezzi. [Niente foto inside perchè il mio attrezzo non ha l'occhio di pesce.]



    La replica del mezzo degli Wright Bros.







    Il Dayton-Wright RB-1.





    Lo spirito di San Luigi è tra noi. Comunque, è una replica.



    Il Fokker F-VII Josephine Ford usato nel 1926 da Richard Byrd per la sua controversa spedizione aerea verso il Polo Nord.











    Oops... questi non mi sono segnato che cosa erano.



    Questo invece dev'essere un Blériot.







    L'elicottero Sikorsky VS-300. Per gli americani - ma non per i sovietici! - il pioniere del suo genere.



    E il girocottero Pitcairn PCA-2, che ci chiarisce in modo inequivocabile da che parti ci troviamo.







    Ed ora, sei tu l'inventore! [Livello avanzato, visto che qui siamo su un forum ad alta specializzazione.]





    A questo punto ci allontaniamo dall'area aviation e torniamo sulla terra.

    Questo pullmino giallo è un pezzo di storia degli Stati Uniti.



    Una di queste seggiole era quella dalla quale la sciura Rosa Parks non volle alzarsi.



    Questo bus si trova al centro di una sezione del museo dedicata alla storia dei diritti civili in America, dall'epoca dell'abolizione della schiavitù, al diritto di voto femminile, alla segregazione razziale, con copioso materiale di supporto.

    Oggi una pubblicità del genere fa impressione, ma pochi secoli fa era la norma da queste parti.



    Qualcuno rimpiange ancora i "bei" tempi in cui le donne facevano la calzetta e basta. [Nella civilissima Svizzera, per la precisione, quei tempi non sono poi tanto lontani...]



    Torniamo ancora un poco alla tecnologia, ormai il giro è quasi finito.

    Uno scorcio della sezione Cavalli Vapore Forniti all'Agricoltura.



    Questo, temo mi abbia seguito dall'altro mio TR di Malaga.



    Questo, pure i large SUV di queste parti me fanno un baffo.



    Vuoi mettere, come domini la strada da quassù?



    Questa è un'altra delle attrazioni principali del museo, la Dymaxion House. Quando gli americani immaginavano di abitare dentro i dischi volanti.



    Questa casa ve l'ho postata essenzialmente per la toilette. Peccato fosse (giustamente) protetta da un vetro, perchè sarebbe stato un set perfetto per un Autoscatto al Cesso finto.





    Si fa prossima ormai l'ora di chiusura del museo. Qua e là degli addetti preparano dei tavoli da buffet, evidentemente la struttura viene anche affittata per eventi privati.

    Prima di andarcene, immortaliamo l'attrazione più gettonata dello Henry Ford Museum - davanti alla quale fanno la fila per farsi fotografare - il Dakota (nel senso di salsicciotto!) su quattro ruote. Voilà la Wienermobile.



    [Quelli che si notano in fondo sulla sinistra, seduti a un tavolo dello snack bar, sono un gruppetto di giovani Amish nella loro tenuta tradizionale. No, in un museo dedicato alla tecnologia e alla modernità non è una battuta. Mi resta tuttora il dubbio se non fosse invece una scena del reality Breaking Amish.]

    Stavo riflettendo se aggiungere - prima di tornare ai temi istituzionali con il volo di ritorno - un altro OT più "ortodosso" con una passeggiata nella città bassa dell'amena Detroit. Domenica scorsa infatti mi sono ritrovato a mia insaputa (cit.) con diverse decine di immagini, ma con un po' di pazienza riuscirò a selezionarle, caricarle sul fotosecchio ed enarrarle. See you soon.
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  23. #23
    Il Gascoigne dei Tripreportisti L'avatar di dreamliner
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Quanto soon alligator

  24. #24
    Moderatore L'avatar di londonfog
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Il museo Henry Ford me lo sono perso in sei anni di residenza a New York. Grazie per averlo incluso nell'OT.

  25. #25
    Junior Member L'avatar di flyLILB
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    Predefinito Re: [TR] LIN-AMS-DTW and Back + OT Biella & Pistone

    Vabbe', facciamo ancora un po' di alligator (cit.) selvaggio - anche se siamo nel Michigan e non in Florida... suvvia ancora un po' di pazienza, tanto mi manca ancora un solo post e poi nel giro di una settimana questo TR scenderà meritatamente negli abissi del forum - aggiungendo 'sto OT su Detroit Downtown.

    Rileggendolo, quasi quasi pare una città nella quale varrebbe la pena di passarci le vacanze. Ma questi sono gli effetti collaterali di certi espedienti narrativi.

    Mattinata assai uggiosa anche se piuttosto afosa - e la meteo non prometteva bene - ma nel pomeriggio pare che la natura si stia calmando, per cui decido di tirar fuori di nuovo la Nissan Altima di cui ai post precedenti (à nouveau, brrr).

    Percorriamo la MI-10 in direzione sud ma non andiamo fino in fondo. Quando troviamo lo svincolo della I-94 andiamo a est ma ne usciamo dopo una piccola frazione di miglio. Voglio arrivare a destinazione passando da Woodward Avenue.



    Questa strada è molto importante nella cultura automobilistica statunitense. Essa dà il nome alla Woodward Dream Cruise, in pratica il raduno automobilistico più frequentato al mondo.

    Andiamo sempre dritto e cominciamo a vedere i grattacieli da vicino.



    Parcheggiamo in un posto spennapolli (tre dollari l'ora, certo in Italia c'è di peggio ma qui è sopra la media) a fianco della torre GM e passeggiamo per il lungofiume.

    Il nome di Detroit dicono che derivi dal francese. De-truà, lo stretto.



    Là in fondo, il ponte dell'Ambasciatore.



    Sull'altra sponda del Detroit - il fiume - scorgiamo Windsor, Ontario. Credevo che l'Ontario, insieme all'Alberta, fosse solo un territorio del Risiko Oops, mi sono sbagliato. [Be' allora per analogia, Detroit dovrebbe stare negli Stati Uniti Orientali.]

    [I canadesi di nascita o di adozione mi perdonino la facile ironia. La prossima volta tenterò un TR - in carro armato viola - da Jacuzia e Kamchatka con l'obiettivo di distruggere le armate verdi ]



    Voltiamo le spalle ai Canadesi e osserviamo il General Motors Renaissance Center.







    Non c'è un gatto in giro, mi viene l'anzia, mi sto chiedendo in che razza di ameno posto sono capitato. Ma ogni tanto passa qualche ciclista o jogger - e poco dopo, fa la ronda una coppia di vicesceriffi col velocipede attrezzato.

    C'è una principessa a vapore ancorata alla riva.



    I pennuti qui non hanno molta paura degli umani.



    La Joe Louis Arena, dove gioca la squadra di hockey su ghiaccio dei Red Wings.



    Nel frattempo passa la metropolitana - o meglio, il people mover.



    Un tratto di essa, infatti, passa in riva al fiume.



    Finalmente comincio a vedere gente. Due giovanissime turiste dai lineamenti asiatici scrutano al di là dei confini della Nazione.



    Torniamo indietro verso Hart Plaza. Qui la torre GM si vede meglio.



    Questo, per tradurre alla maniera di Google, è il cosiddetto memoriale alla "ferrovia sotterranea" (Underground Railway).
    I binari qui non c'entrano. Questa espressione indica essenzialmente la rete clandestina dei passatori - e delle strutture a cui si appoggiavano - che nell'Ottocento facevano transitare gli schiavi del Sud verso i territori più liberali del Canada.
    Dalle mie parti, invece, personaggi simili fanno passare in Svizzera i clandestini e le mazzette di soldi nascoste in apposite pancere.



    Questi sono gli altri grattacieli della città bassa. Sono confinati in pochi isolati, Detroit non è mica come Manhattan.



    La Dodge Fountain.



    Transcending: A ricordo delle conquiste dei lavoratori del Michigan.



    Lasciamo Hart Plaza e andiamo sotto i grattacieli. Nonostante l'invito lanciato dal cartello, al momento non so se tornerò qui.



    Ma prima andiamo un attimo verso sud. Anche il Cobo Center, come Woodward Avenue, è importante per la cultura automobilistica della città. Ogni anno, a gennaio, vi si svolge il Salone dell'Auto.



    Una prospettiva di Jefferson Avenue.



    Una scena da inverno newyorkese... eppure fa piuttosto caldo oggi! Allora non è solo vapore! [Qui non credo che gli scia-tori ci potranno aiutare, loro non si occupano di quello che accade sulla terra. Urgono nuovi teorici del complotto! ]



    Il people mover continua a muovere popoli.



    Quell'orologio NON funziona. Sono le tre del pomeriggio e si sentono suonare le campane, non so da dove. Forse a causa dell'età comincio a sentire le voci.



    Lo Spirito di Detroit - il simbolo della città - è tra noi.



    Sotto i grattacieli.









    Questa piazza è detta Campo Marzio. Qui, il monumento ai soldati e ai marinai michiganesi.



    E la Woodward Fountain.



    È da quando sono atterrato qui che la pubblicità mi fa due maroni così su Halloween. Questo però, almeno è originale.



    Il palazzo della contea di Detroit.



    Se qualcuno fosse interessato... qui pare ci sia gente che, con la scusa del fallimento cittadino, sta facendo razzia di palazzi a dü ghei e 'na cicca. Per farci cosa, non l'ho ancora capito.



    Ti allontani di appena un isolato dai grattacieli e il paesaggio si fa più brullo. Capannoni in apparente disuso e parcheggi.







    Una Piccola Gemma in mezzo ai capannoni in apparente disuso e ai parcheggi.



    Il Campo Ford, dove gioca la squadra di football dei Lions.



    E il Parco Comerica, dove gioca la squadra di baseball dei Tigers.



    I due stadi sono posti l'uno accanto all'altro.

    [Nota a margine: Il palazzetto dei Pistons dell'NBA è fuori città. Non ci andrò, anche perchè la stagione non è ancora cominciata.]



    Uno scorcio del campo di baseball.



    L'ingresso principale del Comerica.



    Gnam!



    Davanti ai cancelli ci sono i mattoncini coi nomi dei generosi finanziatori.



    Intanto, mentre riprendo un'altra scena da inverno newyorkese, arriva il furgoncino della Fox. Da quando hanno saputo che ero nei paraggi, quelli non mi lasciano un attimo di respiro.



    Sono entrato nel negozietto del merchandising dei Tigers, che sta attaccato allo stadio, e il tipo della Fox mi ha seguito per intervistarmi non so su che cosa. È che io di baseball non ne capisco una mazza, sono solo qui per comprare dei regalini su commissione... va' da quell'altro allo scaffale delle magliette che lui è un tifoso!

    A fianco dello stadio di baseball c'è la chiesa episcopale di San Giovanni.



    Sì, avete letto bene il pannello luminoso. Comunque non ho a disposizione le statistiche per verificare se il Santo aiuti.



    Questa invece è la chiesa metodista. Qui a quanto pare non si prega per nessuno.



    Traffico regolare sulla I-75. A Detroit, la tangenziale (l'anello costituito dalla I-75, dalla I-375 e dalla MI-10) si raggiunge a piedi da Hart Plaza.



    Una prospettiva della Woodward in direzione della periferia. Se becchi il giusto semaforo verde arrivi a Pontiac senza fermarti né sterzare.



    Il Fox Theatre. Un attimo prima di scattare la foto, una signorina in bici mi urla "Non ce la fai a riprenderlo, è troppo alto!". Non credo legga AC, ma mi sarebbe piaciuto smentirla con questo post.



    Ancora il people mover. Dai che ci facciamo un giro, ora.



    Il People Mover è un trenino sopraelevato a guida automatica che percorre in circolo la piccola area della downtown. Posto che non ci si mette molto a raggiungere a piedi i luoghi significativi del centro, mi è difficile comprenderne i vantaggi pratici, almeno quando non piove o non ci sono le bufere di neve.
    Il biglietto di corsa semplice costa tre quarti di dollaro. Paghi alla macchinetta e lei ti sputa un gettone, che a sua volta infili nel tornello e... vai col liscio! (cit.)

    Qualche scatto a random di quello che si vede dal trenino.











    Autoscatto artistico.



    Ancora Jefferson Avenue.



    Il finestrino anteriore è accessibile, infatti non c'è nessuno al posto di manovra. Anzi, il posto di manovra, come spiegato prima, non c'è.





    Ancora il Campo Marzio.



    Scendiamo qui.



    E lasciamo il trenino al suo destino.



    Saliamo su questo? No dai, ora sono un po' stanco.



    Un'ardita prospettiva di sopraelevata e grattacieli.



    Non mi ero proprio accorto di questa chiesetta proprio ai piedi della torre GM. È la chiesetta anglicana dei marinai.



    Un po' di patriottismo non guasta mai.



    Prima di tornare al parcheggio spennapolli saluto il people mover.



    E immortalo l'ultima scenetta invernale newyorkese di Detroit.



    Mezz'ora di macchina, dritto dritto lungo la MI-10 Nord e sono alla mia stanzetta.

    Siate pazienti, ormai ho terminato. Nel prossimo post torneremo veramente ai temi istituzionali e faremo insieme il viaggio di ritorno a casa. Al momento non so cosa mi aspetta.
    19950713-20190808 * AF-AP-AZ-DL-EN-IB-LH-KL-MU-OS-SN-TK-U2-VE * 146-318-319-320-321-332-333-343-737-738-789-AB3-CN1-CRJ-D38-DH4-ERJ-F28-M80 * ADB-AGP-AMS-BLQ-BRU-CDG-DTW-DUS-FCO-FLR-FRA-GVA-HEL-IST-KTW-LGA-LILN-LIN-LUG-MAD-MUC-MXP-NAP-ORY-PEG-PVG-SAW-TRN-TZX-ZRH

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