Si dimette il direttore generale della PIA

Pakistan International Airlines nel ciclone delle polemiche dopo l’incidente dell’ATR 42

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L’ATR-42-500 AP-BHO della PIA precipitato (Foto Wikimedia Commons)

Lahore – Non si placano le polemiche in Pakistan dopo l’ultimo incidente che ha interessato la compagnia nazionale PIA lo scorso 7 dicembre, coinvolgendo l’ATR 42-500 AP-BHO che è precipitato sulle montagne in prossimità di Abbottabad e Havelian provocando la morte dei 42 passeggeri e dei 5 membri dell’equipaggio.

Dalle prime indiscrezioni trapelate dagli investigatori, sembrerebbe che l’aereo – volo PK661, decollato da Chital alle 15:30 e con destinazione Islamabad – abbia lanciato un mayday alle 16:12, lamentando la perdita del motore sinistro, perdendo poi contatto con la torre di controllo intorno alle 16:20 e precipitando poi sul costone di una collina.

Secondo quanto comunicato dalla compagnia, l’aereo è precipitato circa 20 minuti prima dell’orario previsto di atterraggio, quando volava ad una quota di circa 13,375 piedi, dopo aver effettuato alcuni sobbalzi e poi constatato la perdita del motore sinistro.

Le condizioni meteo al momento dell’incidente erano buone, con una temperatura di 23°C, punto di rugiada a 10°C, umidità a 44pc, pressione dell’aria a 1,016 hPa, visibilità di 16 km e vento di 7,4 Km/h in direzione sud-est.

Alcuni esperti locali impegnati nell’indagine ritengono che l’integrità del velivolo sia stata compromessa poco dopo il mayday, impedendo alcuna manovra di planata e provocando una caduta rapida dell’aereo.

Il 13 dicembre si è dimesso Azam Saigol, direttore generale della compagnia, adducendo motivi familiari senza aggiungere alcun commento sull’incidente, mente sulla stampa infuria la polemica sulla sicurezza e trapelano indiscrezioni circa lo stato della manutenzione degli aerei.

L’ATR 42-500 AP-BHO era stato costruito nel 2007 ed aveva accumulato 18.739 ore di volo, mentre il pilota del volo, Saleh Janjua, vantava un’esperienza complessiva di 12.000 ore di volo.

L’intera flotta di 10 ATR della compagnia – 5 ATR-42-500 su 7 originariamente ordinati e 5 ATR-72-212A – è stata messa a terra dalla compagnia per ispezioni cautelative, mentre la compagnia ha respinto ogni addebito circa gli standard manutentivi.

La decisione del grounding della flotta ATR della PIA è avvenuta all’indomani di un nuovo incidente accaduto – fortunatamente senza vittime – il 12 dicembre successivo a Multan, dove un ATR 42-500 in servizio da Multan a Karachi (colo PK 581), poco prima del decollo ha sofferto l’incendio di un motore. La stampa pakistana ha anche dato notizia di un pilota che il 9 dicembre si sarebbe rifiutato di operare il volo da Jinnah a Mohenjodahro, lamentando il malfunzionamento di un motore del proprio ATR 42-500.

È stata confermata invece la presenza a bordo del volo precipitato il 7 dicembre di Junaid Jamshed, ex cantante pop pakistano diventato poi un noto predicatore religioso nel 2014. Deceduta anche la moglie di Jamshed, Ayesha Junaid, con lui sullo stesso volo.

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