Wish You Were Here.....

Ascension

And if I go, while you're still here....
Know that I live on, vibrating to a different measure
behind a thin veil you cannot see through.
You will not see me, so you must have faith.
I wait for the time when we can soar together again,
both aware of each other.
Until then, live your life to its fullest.
And when you need me, Just whisper my name in your heart,
....I will be there.

Colleen Corah Hitchcock (dedicata a te da JJ8BGY)

 

English version

 

Lodovico nasce il 29 Novembre 1981 a Milano.
Passa la sua infanzia a Milano, spendendo anche parecchio tempo a Budapest, città natale della madre, dove sta la maggior parte del tempo con la nonna materna, imparando così anche l'ungherese. A Milano frequenta le scuole elementari, medie e poi il liceo linguistico, dove impara il tedesco, l'inglese e un pò di spagnolo. E' quì che conosce alcuni dei suoi più cari amici quali Serena, Filippo, Laura, Christian e Silvia.
Nel 2001 inizia a lavorare per la Globeground a Malpensa, società che gestisce voli per alcune compagnie aeree, tra le quali il maggior cliente è Lufthansa. Dopo un breve periodo al check-in passa all'operativo. Da lì inizia tra di noi una buona e sincera amicizia che si protrae anche fuori dall'ambiente lavorativo. Sul lavoro gli insegno un pò di cose legate alla nostra professione e gli trasmetto la mia passione per il volo, gli aerei e tutto ciò che è legato all'aviazione. Per noi Lufthansa diventa uno standard per la precisione e la sicurezza dei voli che gestiamo. Dopo circa un anno io mi trasferisco a Linate e lui continua a fare il rampista a Malpensa. Con l'arrivo di nuovi clienti quali Varig e Air Bourbon, lui ottiene l'abilitazione per la supervisione del carico di B767, MD11, A340-200. Nell'aprile 2005, durante una breve vacanza a Budapest con la sua ragazza, inizia a mostrare segni di stanchezza, che al suo rientro al lavoro lo portano a commettere alcune mancanze. Su consiglio dei supervisori va a farsi visitare e, purtroppo, gli viene diagnosticata una anomalia al cervello. Da lì iniziano cure e tentativi vari per cercare di eliminare questa malattia, tentativi che lo portano anche a Boston per 2 volte, in modo da poter essere curato da alcuni medici statunitensi. I colleghi di Malpensa/Linate e i suoi amici sono preoccupati per la sua salute e  raccolgono dei soldi (quasi 15.000 euro) in modo da dare un sostegno eonomico alla famiglia per le sue cure. Durante la sua malattia il suo unico scopo è quello di guarire per tornare al lavoro, cosa che dimostra la sua grande passione. Sfortunatamente le condizioni di Lodovico peggiorano e ogni volta che ho avuto possibilità di andarlo a trovare, si poteva leggere in lui la sofferenza e lo sforzo per rimanere in vita. L'ultimo periodo è il peggiore, in quanto la sua depressione lo porta a non parlare più. L'8 dicembre, giorno in cui dovevo andarlo a trovare, entra in coma e si spegne, con mia gran sofferenza, il 9 Dicembre a soli 24 anni...... (Matteo)


Lodovico e Matteo

Io ho avuto la fortuna di conoscerlo, in occasione del raduno di Natale dell'anno scorso. Più passano gli anni, e almeno per quanto mi riguarda, meno si ha intenzione di continuare a sopportare la bassezza e la mediocrità dell'animo di molte persone che ci circondano. Si inizia a selezionare il mondo in buoni e cattivi, cercando a volte disperatamente qualcosa dei primi in ogni persona che si incontra, sperando di trovare una ragione per la quale essere orgogliosi della vita. Vi confesso che gli occhi di questo ragazzo mi hanno fatto battere il cuore. Specchio della sua anima, che per un pomeriggio intero ha parlato di bontà, di altruismo, di ciò che di più dolce si possa trovare nello sguardo di un essere umano. Ho pensato a questo per parecchi mesi, e proprio per questo motivo, non riesco a darmi una spiegazione di quanto successo. Perchè il buon Dio decida di privarcene, a soli 24 anni, sotto Natale, è una domanda alla quale non sono in grado di darmi una risposta.
Accettiamola, come tante altre cose nella vita.
Ho 30 anni.... ormai la rassegnazione è una cosa alla quale mi sono dovuto abituare.
Ciao Lodo, amico mio. Ti voglio bene. (Honeywell)

 


 

Se  volete mandare contributi di qualsiasi tipo riguardanti Lodovico (fotografie, racconti, aneddoti, esperienze avute in comune con lui) potete farlo inviando il materiale a: info@aviazionecivile.it

 

Quella che segue è la testimonianza di una persona che ha avuto la fortuna di condividere parte della sua vita con Lodo:

Non so bene da dove cominciare e ,soprattutto, cosa scrivere. Quello che so con certezza è che voglio anch'io portare il mio contributo e condividerlo con tutti i suoi amici, quelli che ho conosciuto e quelli arrivati quando ormai le nostre strade si erano divise.
Aneddoti? Materiale? Esperienze in comune? Niente di tutto ciò singolarmente, ma tutto questo nel suo complesso e molto di più.
Tutto si può riassumere in una sola parola: VITA.

Ci siamo conosciuti in Inghilterra nell'estate della nostra seconda liceo e abbiamo scoperto di avere la stessa insegnante di inglese e un amico in comune che era lì con lui.
Per me è stato un inatteso e splendido colpo di fulmine. La nostra conoscenza sembrava finita al termine della vacanza, e invece ho iniziato a trovare mille e più scuse per vederlo, stare con lui, godere di lui.
E la nostra amicizia è sbocciata.
Lui mi raccontava le sue vicende e io lo ascoltavo sperando che prima o poi si sarebbe accorto dei miei sentimenti. Ci sentivamo ogni giorno, ci vedevamo a scuola a quasi tutti gli intervalli, ci salutavamo di striscio nei corridoi tra un'ora di lezione e l'altra. E dopo qualche mese ho iniziato a frequentare casa sua, i suoi amici, famigliari, e da lì un'esplosione.
Il nostro rapporto è continuato così per circa due anni e finalmente nel luglio della quarta superiore ci siamo fidanzati.
La nostra storia è durata un anno e mezzo ed è stata semplicemente splendida. Per entrambi era la prima esperienza e ogni cosa la vivevamo all'ennesima potenza, convinti che niente e nessuno avrebbe potuto far finire quel paradiso.
E invece il destino, parola che racchiude troppe cose da essere spiegate qui, si è messo contro di noi e ci ha fatti allontanare.

Sono passati ormai cinque anni da quella sera in cui è uscito da casa mia chiudendosi la porta alle spalle.
Da quel momento ad oggi sono passati nel mio cuore tantissimi sentimenti diversi: odio, insulti,
frustrazione, finta indifferenza....
E piano piano il tempo mi ha aiutato a lenire il dolore per la sua perdita e a trasformare quegli orribili sentimenti in ricordi positivi, magici, splendidi. Mi è tornata la voglia di sentirlo per sapere come andavano le cose, per raccontarci le nostre vite, per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto per me e per dirgli quanto ancora gli volessi bene e gli fossi legata.
Non ho mai fatto questa telefonata per motivi che, di nuovo, sarebbe troppo lungo scrivere qui
perché riguardano il suo ricordo di me e del nostro stare insieme.

Poi la scoperta della sua malattia mi ha devastata, raggelata, così come la notizia della sua morte.

Sette (l'ho sempre chiamato così) è stato una parte molto, troppo importante per me. E' stato il mio sostegno, la mia gioia, le mie lacrime, i miei dolori, il mio cucciolo tenero da proteggere dal mondo da cui ogni tanto voleva evadere.
Molto di quello che sono oggi lo devo a lui, alla nostra storia, ai vari ricordi tangibili e non che mi ha lasciato: le miriadi di cassette fatte da lui che amava chiamarle "i miei mistoni", i regali che mi ha fatto, alcune sue espressioni che sono sempre rimaste parte di me, i suoi gusti musicali che sono rimasti i miei, il suo carattere che in parte è anche il mio, le nostre mail e lettere che ancora conservo in una cartella chiamata Sette sul mio computer, e tanto altro ancora.
Una parte molto importante del mio cuore sarà sempre per lui e con lui nonostante il tempo.
La notte prima che morisse, poi, l'ho sognato e quel sogno, ne sono convinta, è la testimonianza reale della volontà di entrambi di ricucire quello strappo creato nel lontano 2001 con la chiusura di quella porta.
Di aneddoti ne avrei da raccontare: le vacanze insieme, i pomeriggi tra Metallica e risate, le nostre confidenze, le ore interminabili di lezione saltate per stare insieme.....
Ma sulla carta è difficile mettere le emozioni, quelle scariche energetiche che partono dal cuore e che si irradiano dappertutto e che ancora provo mentre scrivo.
Grazie dell'opportunità di condividere tutto questo con qualcuno.

Aviazionecivile.it ringrazia l'autrice per questa toccante testimonianza.

 

Altre foto ed una poesia gentilmente fornite dalla famiglia di Lodovico

 

 

 

 

 

 

LODOVICO
9 DICEMBRE 2005 

La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io, voi siete voi.
Ciò che ero per voi, io sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come mi  avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso,
non abbiate un’aria solenne o triste
continuate a ridere di ciò che ci faceva
ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa.
Come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perché sono fuori dalla vostra Vita?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.

 (Charles Peguy)
(1873 – 1914)

 

Quella che segue è una toccante testimonianza, in inglese, di una persona che è stata vicino a lui durante la sua malattia.

I had the pleasure to meet Lodovico and his Mom in 2005 when he came to Boston
to undergo a clinical trial treatment for his illness.  I was the Clinical
Researcher Coordinator for the clinical trial he was to become part of so I
spent a considerable amount of time with him during his two visits.  I can
honestly say he was one of the nicest and hopeful people I have met.  I still
think of him often and how unfair it was for him to be stricken with such a bad
illness.  Unfortunately, for those of you who don't know,  this illness is
usually a young person's illness.   And we are trying to find a cure and better
treatment.  I have a picture of Lodovico over my desk from when he was well so
I don't have to be reminded of him when he was not.

I was deeply saddened when I found out Lodovico passed away on December 9.  On
December 10, friends gave me a Christmas present of a wooden Pinocchio they had
bought for me in Italy.  When I went to work on Monday, December 12, I had a
feeling that something was just not right while I was walking into the hospital
building.  I learned that morning from the doctor that Lodovico had passed away.
I went home that evening and put my Pinocchio in a prominent place in my living
room, hanging on a lamp, where the light can shine on him and be a shrine to
Lodovico.


Joanne,
Neurosurgery Research Project Manager
Brigham & Women's Hospital

 

 

Ciao Lodo
Sono il tuo "stiefelone" (dal tedesco stiefel come lui mi chiamava sempre;
significa stivale, perché per prendermi un po' in giro mi diceva che sono il
Supervisor dei sui stivali).
Mi manchi un casino. Anche se è passato tanto tempo, non posso e non voglio
dimenticare i bei momenti vissuti insieme, la maggior parte sul lavoro.
Sai sono sempre appassionato di aerei come te, ma il lavoro non è più allegro
come una volta. Più stress, più crisi, ma soprattutto non più te............
Sono sicuro che un giorno ci rivedremo, lassù con gli aerei che ronzeranno
sotto di noi, e rideremo di nuovo insieme.
Devi solo pazientare un po'; sai devo assolvere ai miei impegni di padre qui
sulla terra. Martina , mia figlia, ha ancora bisogno di me, ed io le voglio
molto bene.
Devo insegnarle molte cose ancora, e proteggerla fino a che posso. Ha già sette
(guarda un po': il nomignolo che ti danno molti tuoi amici) anni e cresce bene.
Di statura un po' piccola, ma molto carina.
Ti mando in allegato questa foto che tu mi hai dato, e che ho messo come sfondo
sol desktop del mio PC al lavoro, così lavorerai sempre con me ogni volta che
timbro il cartellino.
Spiego un' attimo agli amici tuoi che non mi conoscono:
nella foto ci siamo io Rui Arcaini da Lodo detto "Stiefel", Lodo detto "Sette"
e quel diavoletto di Massimo alle nostre spalle (sembra quasi un vampiro).
Ciao Lodo.
Il tempo non importa, ma tu aspetta. Verrò a cercarti

Il tuo Stiefelone
Rui Arcaini