Jetblue Mint: la nuova Business Class nei cieli americani

Il vettore di New York innesca una gara al rialzo del servizio a bordo.

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Foto: JetBlue

San Francisco, USA – La consegna del primo Airbus A321 configurato con 16 posti lie-flat in classe “Mint” e 143 in turistica ha consentito a Jetblue di esordire nel mercato americano più pregiato: quello dei voli transcontinentali fra New York e gli aeroporti di San Francisco e Los Angeles. L’aereo, battezzato It’s Mint to Be, ha inaugurato il nuovo servizio di Jetblue nel giugno 2014.

L’aggiunta di Jetblue Mint all’offerta di voli transcontinentali ha accelerato il processo di miglioramento dello hard product a disposizione dell’utenza in questo particolare segmento di mercato. American Airlines era impegnata nella dismissione dei vecchi 767-200 a favore di A321 a quattro classi, mentre Delta riconfigurava i propri 757, aggiungendo tra l’altro una premium economy molto competitiva. Per ritagliarsi uno spazio e aumentare la propria quota di mercato, Jetblue ha puntato sul prezzo: la tariffa promozionale “one way” di $599 spicca rispetto ai canonici $1.000 richiesti dai vettori legacy.

Per l’hard product il vettore ha scelto le poltrone Thompson Vantage, simili a quelle che in Europa si trovano su Aer Lingus, Swiss e SAS. Il risultato dell’installazione di queste poltrone staggered sull’A321 è la creazione (fra i sedici posti complessivi) di quattro mini-suite nelle file 2 e 4: si tratta di posti singoli provvisti di ampie superfici di appoggio e uno sportello scorrevole a scomparsa per chiudere la suite e aumentare ulteriormente la percezione di privacy. Questi posti sono particolarmente confortevoli e, per il momento, non soggetti ad alcun sovrapprezzo per la prenotazione.

Foto: Jetblue
Foto: Jetblue

L’accoglienza a bordo è estremamente ben curata e distingue Jetblue da tutti i concorrenti sulle rotte trascontinentali: a ogni posto si trova una cartolina di benvenuto firmata dai due assistenti di volo della cabina Mint, che passano ben presto a presentarsi offrendo un drink di benvenuto – non un drink qualunque, bensì un RefreshMint. Questa bevanda a base di vodka, menta e club soda è anche il primo di una serie di giochi di parole creati dal Marketing di Jetblue per associare la sensazione di freschezza all’esperienza in classe Mint. Lo slogan A refreshing way to fly è la sintesi di questo investimento nel marchio Jetblue Mint: dalla mascherina per gli occhi con su scritto Awake in Mint condition ai nomi degli aerei (Menta Fresca, Never a dull MoMint, Blue-carpet TreatMint, ecc.), l’attenzione al dettaglio è formidabile e il risultato simpatico.

Fino al mese scorso, i passeggeri della business class di Jetblue ricevevano – in luogo dell’amenity kit – una Birchbox e, separatamente, la mascherina per gli occhi e i tappi per le orecchie. Birchbox è un’azienda molto ben conosciuta negli Stati Uniti per il proprio singolare modello economico: ai propri abbonati invia mensilmente una scatola contenente campioni di prodotti cosmetici scelti dall’azienda. Nonostante l’apparente apprezzamento di questo prodotto da parte dei propri passeggeri, a partire da novembre 2016 Jetblue ha sostituito la Birchbox con un più tradizionale amenity kit prodotto da Hayward and Hopper.

Per quanto riguarda i servizi in volo, Jetblue si distingue per il collegamento wifi offerto gratuitamente a tutti i passeggeri (anche in classe economica). Il catering, realizzato da LSG Sky Chefs e in collaborazione col ristorante Saxon + Parole di New York, è di qualità decisamente superiore alla media dei voli transcontinentali: lo trovo inferiore solo a quello di Virgin America. Il passeggero sceglie tre piatti principali fra un menù di cinque; la scelta non è molto ampia ma – a differenza di quanto accade regolarmente con altri vettori – non mi è mai capitato che una delle mie scelte fosse esaurita.

Foto: Jetblue
Foto: Jetblue

Il bilancio dei primi due anni e mezzo di Jetblue Mint è evidentemente molto positivo: l’azienda ha già iniziato l’espansione del servizio ad altre rotte. Boston, Seattle, San Diego e Fort Lauderdale, che non avevano mai avuto prima collegamenti nazionali di business class con poltrone lie-flat, sono state aggiunte alle destinazioni Jetblue Mint e saranno tutte punti terminali di servizi transcontinentali. A queste si aggiungono anche voli stagionali da New York e Boston verso i Caraibi.

Ho avuto modo di volare Mint otto volte dall’esordio di Jetblue sulla direttrice JFK-SFO. Oltre ad aver molto apprezzato lo hard product, trovo che Jetblue abbia realizzato un’esperienza ampiamente superiore alla concorrenza per rapporto qualità-prezzo: la cortesia del personale, il wifi gratuito e il catering di buona qualità rappresentano una netta discontinuità rispetto alle mie esperienze in business class sui voli transcontinentali di United Airlines e American Airlines. Da consumatore non posso che augurare il successo dell’aumento delle destinazioni servite con Jetblue Mint: dopo anni di corse al ribasso, finalmente, un concorrente punta a guadagnare migliorando il servizio – chapeau!

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